Ecco che così, a malincuore, è stata fatta l’ennesima denuncia da Valeria Grasso, imprenditrice simbolo dell’antiracket rosa palermitano. Si è subito recata dai Carabinieri dopo che la piccola figlia le ha riferito la presenza di una persona che in più occasioni l’ha mirata con uno sguardo “particolare”. A dimostrare vicinanza e solidarietà alla famiglia Grasso, l’Associazione Antiracket Libere Terre ed il Testimone di Giustizia Ignazio Cutrò- lo Stato deve farsi carico ed attivare un adeguato servizio di protezione per chi sceglie di stare dalla parte della legalità, come ha fatto Valeria e fornire adeguati mezzi e personale ai competenti organi preposti a tutelare chi ha messo a repentaglio la sua vita e quella dei propri familiari solo perché ha fatto il dovere che ognuno di noi dovrebbe fare, soprattutto moralmente: vivere senza omertà ed abbattere il muro del silenzio. ” Se non chiedi aiuto, nessuno ti può aiutare”.