La perturbazione presente sulla penisola italiana già annunciata nell’avviso di condizioni meteorologiche avverse diramato nella giornata di ieri che oggi ha colpito con temporali di forte intensità soprattutto il Lazio, causando disagi nell’area di Roma, raggiungerà domani le regioni meridionali.

Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile ha emesso un avviso di condizioni meteorologiche avverse che integra ed estende quello diffuso nella giornata di ieri e che prevede “dalle prime ore di domani, precipitazioni a prevalente carattere temporalesco su Calabria, Puglia e Sicilia. I fenomeni daranno luogo a rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica e forti raffiche di vento”.


Il Dipartimento della Protezione civile continuerà a seguire l’evolversi della situazione in contatto con le Prefetture, le Regioni e le locali strutture di protezione civile.

Insomma, un week-end sotto l’ombrello, ma per accendere i riscaldamenti ci vorrà ancora del tempo.  In base alla legge 10 del 1991 e al decreto del presidente della Repubblica numero 412 del 1993, infatti, il territorio nazionale è diviso in sei zone climatiche, in base alle quali viene stabilito il periodo dell’anno in cui è possibile accendere i termosifoni e anche il numero di ore giornaliere.

In base a quanto previsto dalle tabelle nazionali, la prima città siciliana ad accendere il riscaldamento è Enna, che si trova in fascia E. Qui i termosifoni sono entrati in funzione già lo scorso 15 ottobre per un massimo consentito di 14 ore al giorno e fino al 15 aprile. Caltanissetta, invece, rientra nella zona climatica D, in cui l’accensione dei termosifoni è prevista, per un massimo di 12 ore al giorno, dal primo novembre al 15 aprile. Gli abitanti di Ragusa, invece, potranno beneficiare del riscaldamento fino a 10 ore giornaliere, a partire dal 15 novembre fino al 31 marzo. Agrigento, Catania, Messina, Palermo, Siracusa e Trapani, invece, rientrando nella fascia B, accenderanno i riscaldamenti solo il primo dicembre (8 ore al giorno) per spegnerli il 31 marzo.