Ieri presso i locali del periodico “L’Amico del Popolo” siti in via Duomo n.102 si è svolta una conferenza stampa nel corso della quale il coordinatore del “Movimento dei Galantuomini a difesa della Democrazia”, Avv. Antonino Maria Cremona, unitamente al direttore responsabile della testata, Don Carmelo Petrone, ha presentato una lettera diretta a Sua Eminenza Cardinale Bagnasco, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana.
La manifestazione è stata l’occasione per esporre alla stampa le ragioni e gli obiettivi che il movimento intende perseguire.
L’Avv. Cremona ha infatti ribadito l’urgenza di sensibilizzare la collettività sui pericoli di un capitalismo esasperato che intende eliminare il pluralismo sociale, su cui da sempre si regge la società italiana, colpendo innanzitutto le libere professioni.
L’iniziativa ha registrato una nutrita adesione ed ha visto la partecipazione di numerosi professionisti e cittadini che, nonostante il giorno lavorativo, hanno ritenuto necessario sacrificare parte dei propri impegni per partecipare all’evento.
Il successo della manifestazione, che testimonia l’interesse dei temi trattati, è stato assicurato anche dalla presenza di tutte le testate giornalistiche della città che hanno seguito e ripreso l’evento dandogli risonanza fin dalle ore immediatamente successive.
In particolare le principali reti televisive cittadine hanno mandato in onda un ampio servizio con riprese ed interviste.
Si tratta della prima fra tante le attività che il movimento ha in programma coinvolgere gli ambienti della società italiana storicamente più sensibili ai problemi della collettività, in primis la Chiesa Cattolica ed il mondo dell’istruzione.
L’evento è stato possibile anche in virtù del fattivo e prezioso contributo offerto dagli avvocati Adele Cremona, Riccardo Magro, Davide Spirio, Claudia Luciano, Rossella Cirasolo, Maria Grazia Licata, Daniela Passarello, Cinzia La Mantia, Pasquale Vullo, Flavia Di Rosa, Angela Marotta, Ettore Piscopo, Mario La Loggia, Anna Cacciatore, Salvatore Bongiorno, Angelo Astuto, Paola Cacciatore.
lettera aperta
A Sua Eminenza
Cardinale Angelo Bagnasco
Presidente Conferenza Episcopale Italiana
Roma
Stiamo formando “un esercito” di avvocati, la Camera Civile di Agrigento ha dato vita allo,autonomo, movimento dei “galantuomini” non per contrapporlo a chi non lo è, ma per riunire persone appartenenti a qualsiasi ceto che forte della propria obiettività e lungimiranza capiscono che anche se mercanti, meglio se lo sono, che non tutto può essere ridotto a mercato e che le professioni devono restare professioni con le loro regole morali, anzi bisogna che diventino più rigide le norme deontologiche, allontanandole, quanto più possibile dalle regole del mercato per mantenere i valori cui si sono sempre ispirate.
Questo linguaggio militare non è a caso. I poteri forti vogliono sterminare una classe sociale: i liberi professionisti e noi dichiariamo guerra al capitalismo sfrenato. Non è opportuno mediare perché è opportuno essere intransigenti.
L’avvocatura da sempre è stata la categoria professionale che si è caricata il problema di difendere il cittadino, di assicurare la democrazia.
Democrazia che il capitalismo vuole dolcemente spegnere attraverso l’eliminazione di una classe sociale: la borghesia, liberarsi dalle libere professioni.
Questa guerra, che noi ci accreditiamo, partirà dalla terra di Empedocle perché noi siamo gli eredi di una cultura, di un ragionamento, che sono le nostre armi per una guerra che è ideologica.
Questa guerra partirà dalla terra di Gellia perché noi siamo i suoi eredi e vogliamo spendere la sua nota generosità.
E’ finita l’epoca degli egoismi, non si tratta di una lotta corporativistica e non vedano gli altri con i propri occhi accusandoci di ciò che propugnano: traghettare ad un capitalismo esasperato, eliminando il pluralismo sociale e riducendo la società a 2 sole categorie economiche sociali.
Tutto ciò dietro il falso paravento di direttive dell’UE, per vero, pesantemente appesantita dalla eredità della Comunità Europea del Carbone e dello Acciaio e certamente lontanissima dalle idee dei padri fondatori.
Ci siamo liberati dal comunismo e stiamo cadendo in un pericolo ancora più grave che è il capitalismo esasperato.
Gli avvocati, andranno nella case dei cittadini per servire gratuitamente una causa: la difesa della democrazia attaccata mortalmente dallo strapotere del capitalismo.
Gli avvocati aderenti al movimento dei “galantuomini” andranno a cercare le persone perché non siano trasformate in consumatori, ma restino cittadini.
Cercheremo di dare le ali ai politici giganti, che vi sono, affinché abbiano la forza di fare il loro mestiere che è fare gli ingegneri della società.
Allorché si cercò di dare il patrocinio ai giuristi di impresa si pensò che i poteri forti volevano conquistare una fetta di mercato. Allorché si eliminò la obbligatorietà dei minimi degli onorari si pensò che i poteri forti erano riusciti a trovare una breccia per pagare loro meno i professionisti riversando i costi su tutti gli altri utenti non in grado di imporre sconti. Allorché si legalizzò la cointeressenza del legale nella lite, prima considerato illecito penale, si credette, con dispiacere, che il legislatore si allineava alla morale corrente. Ora che l’obbiettivo sono le categorie professionali nel loro complesso è emersa la valenza socio-politico consistente nello eliminare una classe sociale: i liberi professionisti, che porta ad un “puro capitalismo” mettendo in pericolo la democrazia che si è storicamente basata non solo sulla divisione dei poteri, ma anche sull’ “interclassimo sturziano”.
Le professioni, disciplinate dai codici deontologici, anche se pesantemente calpestati, non devono traghettare in “botteghe” e non devono essere mercificate, così come lo Stato non può essere confuso con l’azienda.
Gli avvocati da soli non possono fare nulla, hanno bisogno di un “compagno” e questo non può essere che chi è portatore di valori morali e culturali quali: a) la Chiese e la cultura religiosa,- b) le istituzioni scolastiche, – c) il diritto naturale.
Poiché nelle parole del Sig. Presidente della CEI il fenomeno, nella sua globalità è stato avvertito e denunciato, vogliamo sottolinearGli un tassello fondamentale: la valenza socio-politico della guerra ai liberi professionisti.

















