Le malattie neuromuscolari rappresentano un grave problema medico e sociale per la tendenza alla ripetizione familiare, l’inesorabile progressività, la mancanza di qualsiasi efficace terapia medicamentosa, l’esigenza di un’assistenza complessa e continuativa. La maggior parte dei familiari lo sanno, mentre non sempre sanno che intense ricerche sono in corso in tutto il mondo per scoprire la causa, e quindi la cura, del loro male e che questa scoperta rientra nell’ambito di possibilità reali. Una conoscenza approfondita della clinica, della genetica e della semeiotica differenziale di queste malattie permette di formulare una diagnosi precoce, di praticare una profilassi eugenetica e di avviare tempestivamente i pazienti ad un idoneo trattamento riabilitativo. La medicina riabilitativa, infatti, è l’unica arma in nostro possesso attualmente in grado di ritardare e compensare parzialmente l’evoluzione clinica della malattia e recuperare per quanto possibile il paziente sotto l’aspetto psicologico, educativo e sociale, consentendogli una sufficiente autonomia, un adeguato inserimento, una soddisfacente integrazione sociale. Essa si articola in una serie d’interventi mirati a rendere possibile al paziente la piena utilizzazione delle risorse potenziali di cui ancora dispone.
Sviluppare e perfezionare questi interventi è compito degli operatori della medicina riabilitativa. L’obiettivo fondamentale del trattamento rieducativo nelle malattie neuromuscolari è rappresentato dal progressivo adattamento della funzione motoria per consentire e conservare al soggetto una adeguata vita di relazione. Non possiede alcuna reale efficacia se è inteso come strumento per il recupero dell’ipostenia e della conservazione della forza muscolare che la degenerazione muscolare specifica produce nel suo evolversi. Dal trattamento rieducativo, il miglior risultato ottenibile è fare in modo che il soggetto utilizzi al meglio le forze muscolari di cui ancora dispone, cioè conservare una capacità funzionale motoria pari al grado di evoluzione raggiunto dalla malattia di cui è affetto. Per programmare un progetto terapeutico, il riabilitatore deve avere una approfondita conoscenza della clinica delle malattie neuromuscolari ed una adeguata capacità di analisi e di interpretazione dei segni che il soggetto presenta attraverso un’attenta valutazione. L’intervento terapeutico sarà iniziato al momento giusto, mentre la cura dell’ammalato e della famiglia dovrà essere sempre precoce.
Dr. Giovanni Nigro – Fisioterapista
Specialista in Scienze Riabilitative

















