La notizia che la proprietà dell’emittente Teleacras sia ritenuta dalla Prefettura di Agrigento a rischio di condizionamento ed inquinamento da parte della malavita organizzata ha generato reazioni opposte. Lo scioglimento del Consiglio Comunale di Racalmuto, le statistiche che danno la nostra provincia al primo posto per attentati nei confronti di esponenti politici e per tasso di inquinamento mafioso nelle istituzioni, dovrebbero far riflettere le forze economiche, politiche e sociali, sugli sforzi ancora da compiere per combattere la mafia e il suo radicamento territoriale. In questo contesto appaiono incomprensibili gli attestati di solidarietà in favore di Teleacras espressi in questi giorni. Ritenere Teleacras una televisione molto seguita e di elevata professionalità, che non nega un’intervista a nessuno, non significa niente in relazione ad una informativa antimafia tipica, che evidenzia fatti e circostanze di tutt’altro tenore e spessore. La capacità, la professionalità, la serietà dell’organizzazione, la qualità dell’opera o dei servizi prestati, non escludono che un’impresa possa essere mafiosa, o contigua o a rischio di contiguità. Il problema posto dall’on Giacomo Di Benedetto è di ben altro livello e sorprende che non sia colto dal sindaco del comune capoluogo e dalla stessa redazione di Teleacras, che dovrebbe essere altra cosa rispetto ai proprietari. L’informativa antimafia è uno strumento cautelare di prevenzione, volto a colpire l’azione della criminalità organizzata e diretto a notiziare dei rischi cui si va incontro intrattenendo rapporti negoziali con determinati soggetti imprenditoriali. I protocolli di legalità per combattere la mafia e scongiurare che essa dreni risorse pubbliche e private, promossi dalle prefetture, dalle associazioni di categoria, dai sindacati e dalle pubbliche amministrazioni si fondano appunto su questo, sullo scambio di informazioni. La concessione televisiva in forza della quale trasmette Teleacras è rilasciata dallo Stato ad una società che lo Stato ritiene a rischio di condizionamento ed infiltrazione ad opera della criminalità organizzata I rappresentanti delle istituzioni, come il sindaco di Agrigento e il consigliere comunale Nello Hamel, leader provinciale di Italia dei Valori, testimoniando in favore della professionalità di Teleacras, peraltro non messa in discussione dall’informativa antimafia tipica che riguarda i proprietari e non la redazione giornalistica, finiscono col non prendere atto del rischio segnalato dalla Prefettura di Agrigento, rivelando un’insensibilità sul fronte della legalità e della lotta alla mafia preoccupante ed allarmante. Quel rischio potrà anche non concretizzarsi, ma inquieta che qualcuno abbia già deciso di poterlo correre consapevolmente. Da oggi gli imprenditori raggiunti da informativa antimafia tipica sanno a chi rivolgersi, sempreché sappiano eseguire i lavori ed erogare servizi a regola d’arte.
Il Coordinatore Provinciale Pd di Ag – Emilio Messana


















