Il candidato Pd al consiglio comunale di Palermo, Massimiliano Lombardo, dencia un episodio che, qualora fosse accertato, metterebbe in grande imbarazzo il proprio partito. “Non posso accettare che il mio partito, il Pd, candidi alla presidenza di una circoscrizione Settimo Trapani, una persona che è stata rinviata a giudizio con l’accusa di malversazione ai danni della pubblica amministrazione”. Trapani è candidato alla settima circoscrizione.

“Non ho nulla contro di lui, non lo conosco e spero possa dimostrare al processo di essere estraneo ai fatti che gli vengono imputati – prosegue -. Ma chi deve difendersi dall’accusa di aver commesso un reato contro la pubblica amministrazione non può essere il candidato più adatto a guidare un organo dell’amministrazione comunale, almeno non nel mio partito”.


“Il codice etico del Pd – continua – impegna il partito a non candidare soggetti rinviati a giudizio per reati gravi. Tra questi, non compare la malversazione, che comunque è un reato contro la pubblica amministrazione, punibile anche con 4 anni di carcere, ma reputo gravissimo e lesivo dell’immagine del partito avere compiuto questa scelta. Sono anche decisioni come questa ad alimentare l’antipolitica”.

Sull’episodio interviene Antonella Monastra, capogruppo di Un’altra storia nel Comune di Palermo. “A proposito della notizia che Settimo Trapani, candidato alla presidenza della VII Circoscrizione, sia imputato nel processo in cui l’inquisito principale è il deputato regionale Franco Mineo, ritengo che la magistratura farà il proprio lavoro, com’è giusto che sia, per accertare eventuali responsabilità”.

“Quello che mi risulta – aggiunge – è l’ottimo lavoro svolto da Trapani sul territorio per anni nelle file del Pd e oggi insieme a cittadine e cittadini che hanno a cuore la riqualificazione, la ripresa economica e sociale della borgata marinara dell’Arenella e di Vergine Maria”. “Il clamore suscitato da questa notizia – conclude – sembra essere strumentale e in sintonia con il clima di veleni che caratterizza sin dall’inizio questa fase preelettorale”.

“È necessario che Settimo Trapani chiarisca urgentemente la sua posizione” avverte il segretario provinciale del Pd, Enzo Di Girolamo. “Trapani è stato proposto dai movimenti – prosegue – ed è evidente che, qualora risultasse imputato in qualche processo, non potrebbe essere assolutamente sostenuto dal Pd”.

L’avvocato Marcello Montalbano, legale di Settimo Trapani, candidato del Pd alla presidenza di una circoscrizione e al centro di una polemica perchè accusato di malversazione, afferma: “Bisogna precisare che il sig. Trapani è soggetto del tutto estraneo al procedimento penale scaturito dall’inchiesta ‘Eos’; non essendo stato stato indagato, nè destinatario di qualsivoglia comunicazione relativa a tale indagine. Peraltro, tale procedimento, come reso noto dai quotidiani locali e nazionali, si è definitivamente concluso nel luglio del 2011”.

L’avvocato aggiunge: “L’accusa di malversazione elevata nei confronti del Trapani in concorso con il sig. Francesco Mineo si fonda essenzialmente sulla qualità formale di presidente dell’associazione no profit ‘Caput mundì rivestita da Trapani nel 2006. L’ente secondo l’impostazione accusatoria avrebbe distratto contributi e finanziamenti dalle finalità
istituzionali”. “Deve essere comunque rilevato che rispetto a tale accusa – conclude il legale – non è stata compiuta alcuna verifica dibattimentale atteso che il Tribunale ha disposto l’inizio dell’attività istruttoria a partire dall’udienza del  21 maggio 2012”.