Dopo due settimane di silenzio siamo riusciti ad avere le prime parole di mister Calabrò dopo la sconfitta in finale play-off contro i Boikos di Vicari. Con lui parliamo del presente, del passato e del futuro.

Mister dopo un anno di duro lavoro la sconfitta nella partita più importante? “Peccato per come sia finita. Durante la settimana con la squadra si era lavorato tanto, anche se disturbati molto dagli addetti ai lavori in provincia. Erano come mosche che ronzavano attorno. Non è stato facile preparare la finale con le continue telefonate in cui si diceva che non potevamo giocare nel nostro campo o del fatto se avessimo veramente la coscienza di voler salire in C2 e soprattutto di come avremmo fatto economicamente l’anno successivo se in C2. Queste situazioni non le auguro a nessuno, perché ti fanno capire come si è piccoli senza le giuste amicizie nel mondo del pallone. Purtroppo, anche se la serie D provinciale è una competizione dilettantistica, c’è pure questo. Nonostante tutti questi disturbi, che sinceramente non ho capito la motivazioni forse era solo legato a destabilizzare l’ambiente, abbiamo giocato una buona gara. E’anche vero però, che la nostra testa non era sul campo ma ai torti subiti per questa finale. Nonostante la nostra scarsa concentrazione stavamo facendo bene, purtroppo qualche errore arbitrale di troppo, e sopratutto qualche errore veniale nostro ci ha visto sfumare la vittoria. Non voglio attenuanti ma ai ragazzi si può solo fare i complimenti, metà squadra ha giocato con problemi muscolari e antidolorifici. Anche dopo la sconfitta mi sento di dire ai ragazzi, grazie per averci creduto e lottato sempre assieme a me”.


Continuando chiediamo a mister Calabrò cosa vede nel suo futuro – “E’ ancora presto, con la PGS ci stiamo interrogando per capire chi vogliamo essere da grandi.

Sinceramente dopo 4 anni a Canicattì non mi dispiacerebbe provare altro, mi piacerebbe tornare ad allenare possibilmente una juniores regionale o un’under 21. La mia esperienza è maturata nelle giovanili del calcio a 5 in giro per la Sicilia e nei continui stage, anche con espressioni del calcio a 5 estero come l’esperienza che ho avuto con l’Estoril. Ricordo anche con affetto una delle tante esperienze fatta con la selezione della rappresentativa interprovinciale della prima squadra dei comitati Caltanissetta-Enna –Agrigento dove persimo la finale solo ai rigori. Questa mia voglia di lavorare con i giovani potrebbe portarmi a guardare cosa c’è in giro”. Dove vorrebbe allenare il prossimo anno? “Sarebbe bello andare nelle zone della Sicilia dove il calcio a 5 è più sviluppato: nelle zone di Catania, Palermo o anche Siracusa. Sicuramente se ci fosse una grande realtà in zona che mi permetterebbe di lavorare bene, dalla juniores in poi e rimanere a Canicattì, ci penserei seriamente. Quindi il prossimo anno lascia la PGS Domenico Savio? “Ancora non è detto nulla. Io nella Domenico Savio, per adesso, sono anche dirigente-direttore tecnico e curo tutte le attività giovanili con la mia supervisione. I miei, sono solo sogni.

Non escludo che potrei riposarmi per un anno, come non escludo di continuare nel progetto della crescita e valorizzazione della PGS e dei suoi giovani. Continuare ad allenare la PGS significherebbe rafforzare la prima squadra, così che il prossimo anno si possa essere protagonisti del campionato dalla prima all’ultima giornata”.

Adesso per la PGS inizia il periodo più intenso si dovrà capire che strade intraprendere per il futuro, che innesti inserire, chi cedere e come si dovranno risolvere i prestiti.