Lo scandalo di calciopoli come tutti pensavamo, ma nessuno osava dirlo, non si ferma solo ai professionisti, anzi nelle categorie dilettantistiche è ancora peggio a causa dei mancati controlli legati alla vastità dei tesserati.

La ASD PGS Domenico Savio ne è stata vittima.


Dal comunicato ufficiale N° 480 del 10/05/2012 Calcio a Cinque – C.U. 53 si evince come nella gara del triangolare, play-out a cui ha partecipato la vincente dei play-off della serie D del comitato provinciale di Agrigento, ci siano state delle irregolarità. L’associazione sportiva Boikos che tanto si era prodigata, sollecitando anche i tanti addetti ai lavori della provincia per fare spostare il campo e destabilizzando l’ambiente con telefonate, nella finale contro la PGS ha fatto giocare un atleta tesserato con l’albratos di Lercara Friddi. Tale atleta è lo stesso che ha disputato il triangolare contro la Studentesca Armerina ed è lo stesso che nella semifinale play-off serie D si è reso protagonista di alcune prodezze che hanno regalato l’accesso alla finale play-off provinciale ai Boikos.

Dalle distinte in possesso si evince come l’atleta sanzionato, con una squalifica a tempo assieme al dirigente accompagnatore, sia stato più volte utilizzato nel corso dell’anno anche contro la ASD PGS Domenico Savio. Secondo alcune dichiarazione rilasciate a caldo da un tesserato dai Boikos si evince la mala fede della società: “Non è colpa mia se dall’alto(società /allenatore) hanno deciso di far giocare uno non tesserato, a me dispiace pure perchè nel giro di pochi mesi mi sono ritrovato da titolare a panchinaro…” Riportiamo le sue parole scritte sul noto social network Facebook.

Pensare che come loro, ci siano altre società che non si curano dei propri principi di lealtà e moralità e che si assumono il rischio di far giocare atleti non tesserati tra le loro fila ci lascia totalmente sbigottiti.

La PGS sempre convinta della moralità e la lealtà delle gare non ha mai inoltrato ricorsi sperando nella buona fede, ma purtroppo non è stato così. Alla luce dei fatti avvenuti e scoperti adesso possiamo rivelare il perché dell’esagerato nervosismo di cui alcuni tesserati PGS, durante la finale play-off si sono resi protagonisti.

Crediamo nella Federazione che farà chiarezza.

L’anno di serie D del comitato di Agrigento è ricco di incongruenze. Basta andare a visionare i comunicati ufficiale dal numero 36 al numero 42 per capire come ricorsi senza aver avuto mai preannuncio di reclami sono stati vinti e resi noti solo dopo esser state giocate gare in programma e recuperi importanti. Non vogliamo puntare il dito su nessuno, ma con il clima che si è venuto a creare, purtroppo si potrebbe pensare a delle decisioni studiate a tavolino solo a risultati acquisiti.

La ASD PGS Domenico Savio crede fermamente che la Federazione Italiana Gioco Calcio, che sempre si è distinta per aver condannato senza remore i vari tentativi di frode, sia concreta nelle decisioni in merito da prendere sui fatti avvenuti: In primis nel play-out della fase del triangolare regionale dove si acquisisce il diritto di accedere alla C2; In secundis nei play-off e nel campionato di serie D calcio a 5 della provincia di Agrigento.