Il presidente Riccardo Arena, il segretario Concetto Mannisi e l’intero consiglio dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia ritengono “inaccettabili le parole del presidente della Provincia di Agrigento Eugenio D’Orsi il quale, piuttosto che pensare a difendersi dalle accuse che gli sono state rivolte, tenta di spostare il tiro accusando i giornalisti di una grande colpa: quella di fare con scrupolo ed onesta il proprio mestiere”. Lo afferma una nota a firma del presidente Riccardo Arena, il segretario Concetto Mannisi e l’intero consiglio dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia.”Ancora una volta – continua la nota – i rappresentanti della nostra politica dimostrano di mal sopportare i giornalisti che fanno correttamente il proprio lavoro. L’ultimo esempio arriva dal presidente della Provincia regionale di Agrigento, Eugenio D’Orsi, il quale ha parlato di linciaggio mediatico, sovraesposizione, isolamentò nei suoi riguardi sol perchè alcuni colleghi hanno riportato la notizia che la locale Procura della Repubblica ha chiesto il rinvio a giudizio di dieci, fra funzionari e dirigenti dell’Ente, accusati di abuso d’ufficio, poichè avrebbero avallato la liquidazione di rimborsi spese illegittimi allo stesso D’Orsi”.
Il segretario provinciale dell’Assostampa Stelio Zaccaria, interviene in merito alla nota diffusa dal Presidente della Provincia D’Orsi che denuncia il “linciaggio mediatico” operato da alcuni giornalisti nei suoi confronti e nei confronti di alcuni dirigenti e funzionari della Provincia. “Stupisce, non poco, la presa di posizione del presidente D’Orsi. Evidentemente riportare notizie relative a operazioni delle forze dell’ordine, provvedimenti della magistratura o udienze in tribunale, è, per il Presidente della Provincia un accanimento dei giornalisti nei suoi confronti. Non ci vorrebbe molto a spiegare al Presidente D’Orsi che si tratta solo di normale diritto di cronaca esercitato da colleghi che seguono la cronaca nera e giudiziaria, i quali riportano fedelmente ogni fatto che si verifica sul territorio di loro competenza. Al contrario non riportare questi fatti farebbe operare una censura arbitraria e ingiustificata che delegittimerebbe gli stessi giornalisti e il loro lavoro. Esprimo quindi la più totale ed assoluta solidarietà ai colleghi che hanno riportato correttamente i fatti sulle inchieste che vedono coinvolti amministratori e dirigenti provinciali e auspico che in futuro non ci siano più lettere ed interventi ingiustificati nei confronti dei colleghi”.

















