E’ tutto rimandato ai primi del prossimo mese di luglio: così la questione Italcementi è ancora in bilico anche se qualcosa sembra sia iniziato a muoversi. A Roma,al ministero del lavoro, c’è stata la massima apertura per discutere sul futuro dello stabilimento di Porto Empedocle. All’incontro sono stati messi sul tavolo i problemi dello stabilimento legati alla crisi del mercato.L’azienda, tra l’altro, durante l’incontro, ha riferito come, nonostante negli ultimi due anni abbia richiesto alla Regione Sicilia fondi straordinari per rilanciare le aree produttive, non abbia mai ricevuto risposta. I vertici nazionali dell’azienda chiedono di sospendere la protesta, decisione che sarà presa domani durante una lunga assemblea permanente.
Il sindaco di Porto Empedocle, Calogero Firetto, accompagnato dal presidente nazionale dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, ha incontrato il ministro per lo Sviluppo economico, Corrado Passera, sulla questione dell’Italcementi di Porto Empedocle. In occasione di questo incontro a Roma, il sindaco Firetto ha disegnato al ministro la grave situazione economico e occupazionale in cui versa la provincia di Agrigento, illustrando in particolare la crisi che colpisce il settore del cemento e dei materiali edili in genere, che determina la crisi dello stabilimento empedoclino. Il ministro Corrado Passera ha assicurato che seguirà direttamente il tavolo di monitoraggio tra le organizzazioni sindacali nazionali di categoria, l’azienda Italcementi e le istituzioni locali. domani mattina sono in programma due assemblee tra i lavoratori e i sindacati, con la presenza di Firetto, per fare il punto della situazione dopo l’incontro romano e decidere il da farsi. Probabile un ritorno a lavorare, in attesa di ulteriori sviluppi.
Proficuo apporto della delegazione della Provincia regionale di Agrigento, all’incontro di quest’oggi al Ministero dello Sviluppo economico di Roma convocato per discutere della vertenza occupazionale dell’Italcementi di Porto Empedocle. Gli assessori provinciali Paolo Ferrara e Piero Giglione hanno infatti rappresentato al Tavolo della discussione, quelle che sono le possibilità di uscita dalla crisi attraverso il salvataggio di decine di posti di lavoro.“Abbiamo chiesto ai rappresentanti del Governo presenti all’incontro – spiega l’assessore Ferrara – di risolvere la questione legata ai limiti di spesa del patto di Stabilità per enti virtuosi come la Provincia Regionale di Agrigento che potrebbe usare i tanti milioni di euro risparmiati proprio per vertenze delicate come quelle dell’Italcementi o dei precari”.All’incontro odierno, hanno preso parte anche i parlamentari agrigentini Michele Cimino, Benedetto Adragna ed Angelo Capodicasa. “Prendiamo atto di questo primo passo avanti – ha commentato il presidente Eugenio D’Orsi – e speriamo che la prossima riunioe, convocata pe rla prima quindicina del mese di luglio, possa portare oltre che ad un ragionamento interlocutorio, anche a decisioni precise per il futuro dell’Italcementi.
Al termine dell’incontro sulla vertenza Italcementi, avvenuto ieri al Ministero dello Sviluppo Economico di Roma, il vice presidente della Provincia Regionale di Agrigento, Paolo Ferrara, nonché assessore allo Sviluppo Economico, ha dichiarato piena solidarietà e attenzione in favore dei lavoratori della cementeria. Durante l’incontro Ferrara ha posto una questione anacronistica. “Nell’ampio contesto che incide sul territorio della provincia di Agrigento, sono in corso d’opera lavori di imponenti opere infrastrutturali, nella fattispecie la SS 640, la SS 189 ed il rigassificatore di Porto Empedocle. Pertanto, mi chiedo- continua Ferrara- come mai Italcementi vuole chiudere l’impianto in un momento in cui il territorio è interessato a grandi commesse per la realizzazione delle opere in corso? Ed ancora, come mai castigare gli operai, che hanno contribuito alla continuità dell’azienda del settore cementizio, oggi dichiarata obsoleta dagli stessi rappresentanti?”.
Unico parlamentare regionale presente all’incontro, l’On. Michele Cimino, a cui il vice presidente Paolo Ferrara ha espresso gratitudine per esser intervenuto. Il Vice Segretario Nazionale di Grande Sud, ha sottolineato con grande impeto la necessità di trovare tra le parti una soluzione definitiva dichiarando:”Non chiacchiere, ma fatti concreti che garantiscano i lavoratori e diano serenità alle famiglie, scongiurando la chiusura dell’impianto” . Infine, Ferrara ha sottolineato la lungimiranza, che ancora una volta ha contraddistinto il Presidente Eugenio D’orsi, nel contribuire fattivamente all’istituzione del tavolo di concertazione riunito a Roma, di cui ne facesse parte la Provincia di Agrigento. Ciò a dimostrazione del senso unitario che contraddistingue gli Enti territoriali della nostra provincia, tenuto conto che alla vertenza dell’impianto di Vibo Valenza hanno partecipato il Presidente ed il Vice Presidente della Regione Calabria ed il sindaco di Vibo Valenzia.
“Intervenendo alla riunione a Roma, al Ministero dello Sviluppo Economico, per le vertenze Italcementi, Moncada Energy e per i licenziamenti dei lavoratori del dissalatore di Porto Empedocle Michele Cimino,deputato regionale di Grande Sud, ha dichiarato :”Oltre ad esprimere la mia piena solidarietà ai lavoratori dell’Italcementi che rischiano di perdere il loro posto di lavoro e che sono disposti a sacrifici per il rilancio dell’ azienda ,sono pronto a lottare insieme a loro affinché l’Italcementi non chiuda battenti .E’ importante capire,continua Cimino, se l’Italcementi ha presentato progetti di rilancio con finanziamenti regionali ed europei e se questi sono stati negati o accantonati o se vi siano state autorizzazioni negate dall’Assessorato Ambiente. Occorre fare chiarezza e dire la verità sulle reali condizioni e su quello che occorre per riaprire i cancelli dell’Italcementi empedoclino, bisogna fattivamente lavorare alla risoluzione della vertenza senza chiacchiere a scarica barile. L’unico dato certo è che non si può chiudere un’azienda che dà lavoro a trecento famiglie specialmente in un momento come quello che sta vivendo l’intero Paese. Faccio un appello,conclude Cimino,a tutti i parlamentari siciliani,sia regionali che nazionali affinché insieme si intervenga per scongiurare questa tragedia e sbloccare quelle opere già finanziate,come la realizzazione del rigassificatore di Porto Empedocle.”












