Sono in tanti a credere che una volta rispedita al mittente la bolletta con la dicitura “defunto” o “indirizzo errato” o “irreperibile” si venga esonerati dal pagamento della stessa e, dunque, si possa usufruire del servizio idrico in modo del tutto gratuito.A fronte del 10% delle bollette non recapitate, tasso che il alcuni comuni sfiora il 20%, l’Azienda ha attivato gli opportuni controlli scoprendo che quelle utenze, per le quali le bollette sono state rispedite al mittente, registrano un regolare consumo di acqua. E appare pressoché improbabile che il “defunto” possa utilizzare l’acqua per l’igiene personale o dell’abitazione. “Riteniamo opportuno avvisare gli utenti “furbi” che in questi casi l’Aziendan procederà con il distacco della fornitura idrica – spiega Carmelo Salamone, Amministratore Delegato – E’, dunque, necessario che l’utente innanzitutto assuma un comportamento corretto mettendosi in contatto con noi per regolarizzare la propria posizione, semmai dovessero esserci delle inesattezze. Nel caso di decesso dell’intestatario del contratto di fornitura idrica, l’ erede deve procedere con la voltura del contratto o con la disdetta. A tal proposito ricordiamo agli utenti che sul sito www.girgentiacque.com è possibile scaricare la modulistica o inviare comunicazioni all’Azienda. Perseverare nell’ illecito causa il distacco della fornitura idrica”. – Cosa succede in caso di interruzione del servizio? “Gli utenti dovranno pagare le spese per il riallaccio dell’acqua oltre, ovviamente, provvedere al pagamento dell’ultima bolletta o di quelle arretrate. Da tutto ciò si evince che non vi è convenienza alcuna nel rispedire le bollette al mittente e, anzi, il rischio è di rimanere senz’acqua e pagare di più!”.