“Non c’è un rischio default per la Sicilia. Tuttavia c’è una situazione economica grave nell’Isola come anche in altre regioni italiane. Ci sono molti Comuni in difficoltà, d’altra parte basta girare lo sguardo oltre i Pirenei per vedere che c’è qualcuno che sta peggio”. Così il ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri, a margine della sua visita a Trapani per la sigla di un protocollo di legalità in Prefettura, rispondendo ai cronisti sul rischio di un tracollo economico della Regione.

“Non credo che la Sicilia rischi il commissariamento, l’importante è fare i bilanci più corretti possibile e lavorare per risanare le situazioni difficili”, ha aggiunto. Rispondendo a chi le ha chiesto se Lombardo abbia fatto bene ad anticipare le dimissioni da governatore ha risposto: “Sono valutazioni politiche sulle quali io non entro, sono scelte del governatore”.


Rivolgendosi agli amministratori della Provincia di Trapani, il ministro ha affermato: “Nel decreto sui tagli delle Province il governo ha fissato dei paletti, ma in Sicilia sarà l’Assemblea regionale che dovrà decidere e, comunque, nel decreto ci sono delle linee guida; quindi esistono dei margini di approssimazione e credo che voi abbiate le credenziali per far valere le vostre ragioni davanti al Parlamento siciliano”.

Qualche polemica per la firma del protocollo d’intesa sull’adozione di strategie condivise in funzione antimafia e di prevenzione della corruzione, siglato con gli amministratori della Provincia regionale e dei 24 Comuni del territorio. I giornalisti, incontrando il ministro, hanno evidenziato che, proprio nel Trapanese, ci sono tre sindaci che hanno problemi con la giustizia: quello di Campobello di Mazara, Ciro Caravà, in carcere con l’accusa di associazione mafiosa e quello di Valderice, Camillo Iovino (oggi tra i firmatari), condannato per favoreggiamento nei confronti di un imprenditore colluso con la mafia, e il primo cittadino di Pantelleria, Alberto Di Marzo, arrestato un mese fa per corruzione aggravata. Dei tre sindaci soltanto quello di Pantelleria si è dimesso.

“Il rischio di vanificare gli effetti del protocollo d’intesa c’è a Trapani ma anche in altre Province, ovunque – ha replicato la Cancellieri -. Credo che ci voglia una forte volontà affinché questo rischio non si realizzi, ma soprattutto auspico che questo protocollo aiuti a distinguere bene chi ha responsabilità da chi invece non nè ha e vuole lavorare nella maniera più corretta e giusta”.

Sul caso che investe il Comune di Campobello di Mazara, il ministro Cancellieri ha detto che “una relazione sta per arrivare sul tavolo del ministero” e che una “valutazione sarà fatta sulla base di documenti”. “La corruzione si sconfigge se la combattiamo tutti insieme – concluso il ministro dell’Interno -. Se potessimo dire all’Europa che abbiamo risolto il problema della corruzione avremmo compiuto un importante passo in avanti”.