Dopo un primo rinvio nel corso dell’ultima seduta, il Consiglio Comunale di Canicattì ha approvato il riscatto degli impianti di  illuminazione  pubblica gestito da Enel Sole. I consiglieri della Lista Corbo avevano chiesto di anticipare la trattazione del punto inserito in fondo all’ordine del giorno, ma la proposta non è passata. La vicenda si trascina da anni, con il riscatto degli impianti chiesto dall’ex ingegnere capo dell’Ufficio Tecnico ed una gara ad evidenza pubblica che si sarebbe dovuta esperire nel 2009. La Sole è in possesso dell’illuminazione pubblica di Canicattì dal 1992, con la Giunta Scrimali che per chiudere un debito con la società di energia elettrica acconsentì ad una transazione per 15 anni. Le ditte rimaste fuori fecero ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale che negò la sospensiva. Di diverso avviso fu poi la decisione d’appello del Consiglio di Giustizia Amministrativa. I commissari prefettizi, che amministrarono il Comune di Canicattì dopo lo scioglimento per infiltrazioni mafiose, inaugurarono una stagione di proroghe concesse alla Sole che si trascinano anche con le amministrazioni Corbo che nel 2006 affida all’azienda la manutenzione degli impianti per 3 anni. Adesso bisognerà trattare il loro riscatto. La seduta si è chiusa alle 1 di stanotte, e ha registrato l’ennesimo riconoscimento della legittimità di consistenti debiti fuori bilancio. Se il Consiglio Comunale di Canicattì ha bocciato la liquidazione revisione prezzi, nei confronti dell’associazione temporanea di imprese ambientali SAP-ISEDA, in esecuzione ad una Sentenza del C.G.A. del 2011. Via libera è stata data al deposito di somme presso la Cassa depositi e prestiti in favore di una Ditta alla quale ha dato ragione la Cassazione sempre nel 2011, e al debito fuori bilancio nei confronti del Consorzio Acquedottistico “Tre Sorgenti” dopo un pronunciamento del giudice monocratico di Canicattì nel 2010. In quest’ultimo caso, il Comune dovrà versare 325mila euro compresi gli interessi, una tranche cioè di un decreto di ingiunzione che già era costato 600mila euro alle casse municipali. Il consigliere del Pdl Fabio Di Benedetto ha chiesto che gli atti vengano inviati alla Guardia di Finanza.