La “lettera aperta alla deputazione regionale della provincia di Agrigento” di don Mario Sorce, in merito alla destinazione per altre finalità delle somme destinate a mitigare il rischio idrogeologico dei dissesti che interessano la collina su cui sorgono la Cattedrale e l’intera area circostante, interpella non solo i diretti destinatari della missiva ma ogni rappresentante degli interessi del territorio a qualunque livello istituzionale>>. Così Vincenzo Fontana, deputato nazionale del Pdl interviene rispondendo alla lettera di don Mario Sorce. << La denuncia del direttore dell’Ufficio di Pastorale Sociale e Lavoro della Curia di Agrigento – continua Fontana- mette in evidenza il prezzo che la città di Agrigento e la stessa provincia pagano a causa di un esecutivo regionale che continua, fino all’ultimo, a dare prova di comportamenti faziosi, non equilibrati, spesso dettati da logiche prettamente elettoralistiche. Uno stile che il dimissionario governatore è riuscito ad imporre grazie all’ appoggio interessato di gruppi politici senza scrupoli e senza alcuna remora ad avere tradito l’elettorato a cui si erano rivolti nelle ultime elezioni. Quanto deliberato nei giorni scorsi dalla Giunta regionale in merito alla destinazione ad altre finalità delle somme previste per gli interventi di protezione civile a salvaguardia della collina di Agrigento e della Cattedrale conferma questo modo scellerato di governare troppo spesso tollerato da chi doveva difendere gli interessi degli agrigentini in modo più forte ed autorevole. Scrive don Mario: “Lo spirito di questa lettera è duplice: di biasimo per la disattenzione dimostrata dai nostri rappresentanti politici nel tutelare gli interessi del territorio e di spinta ad impegnarsi più concretamente in futuro nella direzione richiamata”. Condivido il duplice richiamo e lo faccio mio. Non voglio sottrarmi alla mia parte di responsabilità pur essendo intervenuto più volte con atti ispettivi ed interventi in aula per sollecitare la Protezione Civile per chiedere il consolidamento del pendio e dei monumenti che vi insistono oltre alla realizzazione di una via di fuga dalla collina stessa, tuttavia l’esigenza di presidiare con maggiore impegno una situazione cosi problematica come quella che vive la città capoluogo e tutta la provincia mi sollecitano a fare scelte che sacrificano legittime aspirazioni per optare per una militanza che più concretamente può consentire di dare agli agrigentini le dovute risposte alle loro sacrosante richieste. L’esperienza parlamentare e i dieci anni trascorsi alla guida dell’Ente Provincia non appagano ancora la mia ansia di servire al meglio questa terra a cui voglio continuare a dedicarmi con immutata passione e costante impegno.>>


















