Caro Don Mario, Caro Don Carmelo,
leggiamo su L’Amico del Popolo dapprima l’articolo dal titolo “Ci hanno scippato 15 milioni di Euro”, a firma del Direttore della testata, seguito poi dalla lettera aperta a firma di Don Mario Sorce, sempre sul medesimo tema.
Con non poco stupore, leggiamo che avete appreso “qualche settimana fa dai media” la notizia inerente lo “scippo” perpetrato in danno della nostra città. Leggiamo altresì del duplice spirito della Vostra lettera aperta: di biasimo, verso la disattenzione mostrata dai rappresentanti politici; di spinta, ad impegnarsi più concretamente in futuro.
Con il fondo a sua firma, il Direttore Don Carmelo Petrone rincara la dose ed afferma che, quanto alle reazioni dal mondo politico, fatta eccezione per la notizia di un futuribile ricorso al Tar da parte del Sindaco avverso la famigerata delibera di Giunta Regionale n. 261 del 24 luglio u.s., si registra un assordante silenzio. Dal Consiglio Comunale, dice il fondo, non emerge “nessuna presa di posizione, nessun documento unitario, nessuna iniziativa di singoli o di gruppi”.
Ebbene, spiace dover ricordare che la notizia dello scippo venne sì appresa (per dirla con Don Mario) per il tramite dei media; ma è d’uopo rimarcare che costoro riportavano il contenuto della conferenza stampa appositamente indetta dal Gruppo Consiliare di Grande Sud in data 7 agosto u.s.. Insomma, fummo noi ad informare la città dell’esistenza di quella famigerata delibera; fummo noi a fornirne copia agli organi di stampa; fummo noi a darne notizia al Sindaco. E, posto che il nostro gruppo è costituito da consiglieri di primo pelo, tutt’altro che addentrati nei meandri della burocrazia e nelle alte sfere della politica, non dovrebbe risultare così arduo immaginare quale esperiente, sapiente e sdegnato deputato regionale possa averci fornito l’imbeccata.
Don Carmelo Petrone, nel fondo a sua firma, afferma che “la Giunta Regionale taglia i fondi “con motivazioni tutte da dimostrare”. Purtroppo non è così; le motivazioni (certamente dure da mandar giù) sono invece chiarissime: “nonostante le delibere di Giunta Regionale n. 150 del 20.05.2011 e n. 168 del 21.06.2011 (con le quali si decideva d’intervenire con “20 milioni di Euro a valere sulla quota del 30% delle risorse accantonate sui fondi di cui all’Azione 2.3.1 del P.O. FESR 2007/2013”), alla data del 24 luglio 2012 sono ancora in corso sia il monitoraggio che gli studi sul crono programma degli interventi da effettuare per il consolidamento del centro storico di Agrigento e non sono pervenuti progetti per le attività previste dal finanziamento”.
Abbiamo apertamente chiesto al Sindaco come stessero le cose; ci è stato risposto che effettivamente (ed aggiungiamo, nell’indifferenza e con la disattenzione dell’Amministrazione locale) gli studi sono ancora in corso e quindi nessun progetto è stato ancora redatto!
Ed alla luce della recentissima frana di una parte del costone di Via XXV Aprile, ci chiediamo: ma quegli “studi ancora in corso” sono anche affidati a quanti oggi escludono il collegamento tra tale evento ed i movimenti monitorati sulla collina della Cattedrale, distante in linea d’aria circa 100 metri?
Abbiamo manifestato al Sindaco la nostra pronta disponibilità a collocarci al suo fianco, ricevendo in cambio un eloquente e soporifero silenzio.
La campagna elettorale sta entrando nel vivo ed anche le sorti del nostro disastrato ed ammalorato centro storico si apprestano a venire strumentalizzate da più parti. E’ nostra ferma intenzione tenere fuori il nostro Centro Storico dall’imminente gioco al massacro. Non chiediamo a nessuno di tessere le nostre lodi, essendo consapevoli di aver fatto soltanto il nostro dovere. Lo abbiamo fatto allorquando, da soli, abbiamo deplorato l’aumento delle indennità di carica da parte della Giunta Comunale; allorquando abbiamo chiesto all’Amministrazione di ritirare quello schema di bilancio intriso soltanto di aumenti di tasse, tributi e balzelli, suggerendo alcune misure correttive.
Continueremo a fare il nostro dovere con pacatezza ma con determinazione, mettendo – com’è nostro solito – Agrigento prima di tutto.
Il Gruppo Consiliare di Grande Sud


















