Gli adulti hanno difficoltà a parlare di sessualità e masturbazione con gli adolescenti, si mostrano preoccupati e non sempre riescono a ricondurre il fenomeno alla sua giusta dimensione fisiologica, legata alle esigenze di un corpo che cresce e si sviluppa. Alcune ricerche proverebbero addirittura che, dagli umani ai roditori, l’autoerotismo rappresenti un eccellente sistema per aumentare la fertilità e avere figli sani. Insomma, cosa pensare? L’autoerotismo fa bene, fa male? A che età si inizia a praticarlo? Se ne parla oggi nel quarto video di ‘Se sso è meglio Live!’, sul portale Diregiovani.it (http://www.diregiovani.it/rubriche/sesso-e-meglio/18083-masturbazione-miti-pregiudizi.dg), che tratta le tematiche inerenti la ‘Masturbazione, i pregiudizi e i miti ad essa collegati’. La masturbazione “può avvenire anche tra i bambini piccolissimi, dai 3 ai 5 anni di età, ed è un fenomeno comune che non deve allarmare. Successivamente riemerge in genere dai 10 anni in poi, con la preadolescenza. L’autoerotismo fa parte di un percorso evolutivo verso la conquista di una sessualità matura. Quindi praticarlo, in particolare per i giovanissimi, può essere un modo per conoscere il proprio corpo e le proprie sensazioni legate alla sessualità”. Ad affermarlo è l’équipe di psicoterapeuti e medici dell’Istituto di Ortofonologia (IdO) che curano la rubrica ‘Se sso è meglio!’ e rispondono alle domande che arrivano allo spazio di consulenza on line ‘Chiedilo agli Esperti’ sul sito Diregiovani.it. La stragrande maggioranza degli uomini e delle donne hanno praticato questa attività almeno una volta nella vita. Dunque se è ‘normale’ masturbarsi, quando non lo è? “Possiamo dire che si deve fare attenzione quando la masturbazione diventa un piacere esclusivo e primario nella vita della persona. La sensazione che si può provare – hanno spiegato gli psicoterapeuti – è quella di non poter più controllare questa pratica, che è divenuta compulsiva e viene compiuta più per necessità che per piacere. In questi casi – suggeriscono gli esperti dell’IdO – l’aiuto di un sessuologo o uno psicologo può alleviare il disagio che c’è alla base”. Inoltre, la masturbazione può diventare “un problema nella preadolescenza quando viene vissuta con ansia. Ricordiamoci – ha sottolineato l’équipe – che in questa fase della vita, 10/11 anni di età, la sessualità emerge come qualcosa di nuovo, difficile da decifrare e complicato da condividere, non solo perché avvertita come esperienza molto intima, ma anche perché i bambini non sono abituati a parlare dei loro bisogni corporei. Un’esperienza che può creare disagio sono, ad esempio, le polluzioni notturne. È importante quindi – hanno concluso gli psicoterapeuti dell’IdO – che la famiglia parli all’adolescente riportando il fenomeno alla sua normale situazione fisiologica”.
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