Si è svolta sabato scorso alle ore 17 a Palazzo Stella l’assemblea territoriale canicattinese del costituendo movimento nazionale “Cambiare si può”. All’assemblea, promossa dal Collettivo “Sinistra Attiva”, hanno preso parte diversi cittadini che, a vario titolo, non si riconoscono nelle politiche neoliberiste dei governi Monti e Berlusconi. Cambiare si può nasce dalla condivisa esigenza nazionale di dar vita ad un nuovo soggetto politico che, abbandonate le disastrose politiche del passato, sappia rimettere al centro dell’agenda del dibattito pubblico e della politica i temi del lavoro, dei diritti sociali e del welfare, della tutela dei beni pubblici, dell’uguaglianza e della solidarietà. Una politica che vuole proporre una via d’uscita alternativa alla crisi rispetto a quella del rigore fine a se stesso e del progressivo smantellamento del sistema delle garanzie sociali ma che proprio da quelle garanzie e da quei diritti vuole ripartire per un “New Deal” ispirato alle politiche keynesiane. Un progetto politico che fa della lotta alla mafia e alla criminalità organizzata il suo perno, che propone un’idea di Europa dei popoli come quella immaginata da Altiero Spinelli contro l’Europa delle banche, della finanza, dei capitali che immagina un grande progetto di riconversione ecologica dell’economia e di riassetto del territorio nazionale, che dice no alla guerra, agli sprechi, ai costi incontrollati della politica.
Un progetto che vuole partire dai giovani e dalle donne senza trascurare l’apporto dell’esperienza e che vuole raccogliere tutte le buone pratiche di politica attiva sul territorio. Cambiare si può ha tra i suoi principali promotori ed ispiratori tra gli altri: Luciano Gallino, Livio Pepino, Paul Ginszbourg, Marco Revelli, Vittorio Agnoletto, Moni Ovadia, Don Gallo, e vi aderiscono il movimento Alba di Rodotà e Zagreberlsky, i “partigiani della Costituzione” di Antonio Ingroia e la lista Arancione di De Magistris. Non l’ennesimo partitino ma un movimento aggregante ed inclusivo, che non ha un padre padrone come leader e che nasce dal basso, dai contributi che provengono dalle singole Assemblee come quella di Canicattì, che a tale scopo, ha redatto un documento con alcuni spunti e proposte emerse nel corso del dibattito in assemblea, in primo luogo l’assoluta necessità d’impostare come tema prioritario di qualsiasi intervento politico un’azione tesa alla riduzione del tasso di disoccupazione e all’incremento di un’occupazione coerente con il percorso formativo degli individui, ed in grado di garantire, conformemente al dettato costituzionale, un’esistenza libera e dignitosa, nonché la piena attuazione del principio dell’uguaglianza sostanziale richiamato dall’art.3 della nostra Carta Costituzionale.


















