Marco Marsili, Max Loda e Massimiliano Foti sono i tre attivisti che hanno depositato al Viminale simboli quasi del tutto identici al Partito Pirata, alla lista Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia e al Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo. Un’inchiesta de La Stampa di Torino è andata a controllare chi si nasconde dietro i simboli “farlocchi”.

La mente  sarabbe Marco Marsili, esperto di marketing in passato legato ai Verdi di Pecoraro Scanio, tra il 2000 e il 2003, poi nei Liberaldemocratici di Segni e Scognamiglio. E ancora un breve passaggio nell’Italia dei Valori, con un proprio Movimento Politico dei Cittadini, e quindi alla Lega Nord. “Diventa responsabile delle relazioni esterne dell’Assessorato regionale allo Sport della Lombardia nel 2011, ma l’incarico dura appena 10 giorni. La sua Elimar Multimedia, società di comunicazione integrata annovera tra i suoi clienti la Lega Nord, Telepadania, Media Padania. Nel 2011, la lista Pirate Party”.


Max Loda è professore, laureato in biologia e geologia, ex leghista e taroccatore di liste. “A Torino Loda è piuttosto conosciuto. Ha tentato più volte senza successo di essere eletto. Ha annunciato azioni provocatorie come l’idea di portare a passeggio davanti alla moschea un maiale al guinzaglio e nel 2006 si è candidato con una propria lista, “Immigrati Basta”, che annunciava la “soluzione finale” del “problema islamico, del problema criminalità e del problema lavoro” – scrive il quotidiano di Torino – Nel volantino una sua foto mentre impugna un manganello. Di Loda, Marsili dirà: “Personalmente ho grande stima per una persona che, negli anni, ha tentato in tutti i modi a bucare il sistema, anche con liste tarocche per rubare voti ai cattivi”

D’altra parte il tarocco sembra un segno distintivo dei nuovi pirati di Marsili. Nell’esecutivo nazionale figura anche Pierre Dalla Vigna, direttore delle Edizioni Mimesis. Il suo vicedirettore per la narrativa Fabio Filippuzzi nel 2010 verrà svergognato: copiava intere opere di Peter Handke e Jean-Paul Enthoven spacciandole per sue. Dalla Vigna si dirà “sconcertato” dalla scoperta.

Poi c’è Massimiliano Foti, catanese da anni residente a Bergamo. “Foti e Loda sono amici su facebook dal 2011. Secondo gli screenshot attribuiti ad Anonymous Italia e postati dal blogger Claudio Messora tra i tre avviene un fitto scambio di messaggi dopo il deposito dei simboli clonati. Foti dichiara di essere un grillino della prima ora, ma sui siti del Movimento nessuno pare ricordarselo agli incontri. Stabilire se gli screenshot di Anonymous sono reali o meno (Marsili li ha definiti dei falsi) è impossibile vista la natura, questa sì pirata, della rete di hackers”.