“Abbiamo rotto il dialogo con il Pd. Ci vediamo in Parlamento dove il primo provvedimento da esaminare dovrà essere quello sul conflitto di interessi, visto che Bersani non ha mai trovato il tempo per approvarlo negli ultimi 20 anni”. Lo ha detto Antonio Ingroia in una conferenza stampa per la presentazione dei candidati della lista Rivoluzione Civile.
“Il Pd porta con sè la responsabilità politica del disastro del governo Monti che ha scaricato la crisi sui ceti medi e bassi”, ha continuato l’ex premier. “Sono un uomo del dialogo e nonostante – ha aggiunto il pm – i gravissimi errori politici del democratici, ho fatto due appelli al dialogo senza che sia arrivata nessuna risposta. Avremmo potuto valutare la desistenza ma ci hanno mandato solo intermediari”.
“Diciamo no alla desistenza, anche perché Pier Luigi Bersani non mi ha mai chiamato per chiedermela. Se voleva la desistenza il Pd poteva venirci incontro e invece non l’ha fatto. Ho rivolto due appelli a Pierluigi Bersani, ma proprio nei giorni in cui poteva incontrarmi ho saputo che vedeva Mario Monti senza degnarsi di rispondere ai miei inviti. Evidentemente l’accordo dietro le quinte già lo hanno fatto per il dopo elezioni. A questo punto noi siamo alternativi sia a Bersani che a Monti”.
L’ex pm ha poi respinto al mittente l’accusa secondo la quale senza desistenza si favorirebbe Silvio Berlusconi e ha sottolineato che il vero pericolo è Mario Monti. “A me l’ex premier – dice Ingroia – non fa paura perché è finito e non rappresenta più un pericolo. Non accetto che la figura di Berlusconi venga usata dal Pd come uno spauracchio. Gli italiani sono vaccinati. Il vero pericolo per noi è Mario Monti e la sua proposta politica perchè può condizionare il centrosinistra che è già suo alleato. Se avessimo accettato il voto utile avremmo avvantaggiato il Professore e noi non vogliamo aiutarlo. Anche il Pd dovrà fare i conti con noi abbandonando – ha concluso Ingroia – le sue politiche liberiste”.
“Sulla questione morale in Italia c’è una emergenza democratica. Per questo ringraziamo i partiti che ci appoggiano e hanno deciso di fare un passo indietro per favorire le candidature di un’Italia pulita”. L’ex pm ha citato una frase di Enrico Berlinguer del 1981 nella quale il segretario del Pci sottolineava che “la questione morale esiste da tempo ma è diventata una questione politica perchè da questo dipende la tenuta della democrazia”. “No a giochini, no ad accordi sottobanco – ha aggiunto Ingroia – come quelli che hanno ucciso la credibilità della politica nella prima e nella seconda Repubblica. Anche accettare la desistenza e rinunciare alle liste al Senato sarebbe stato un patto sottobanco”.
Tra i candidati più illustri per il loro impegno nella società civile l’ex pm ha proposto in particolare alcuni nomi come quello di Franco La Torre, figlio del parlamentare del Pci Pio assassinato dalla mafia nel 1981; Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, morto in stato di detenzione; Sandro Ruotolo, giornalista legato a Santoro e premiato dall’Anpi per le sue denunce contro l’illegalità; Stefano Leoni, ex presidente del Wwf Italia; Flavio Lotti, organizzatore della marcia per la pace Perugia-Assisi.

















