Tappa cruciale nel concorso per reclutare 11.542 insegnanti, ben 1.592 posti sono stati destinati all’Isola: il 13,8 per cento. Il maltempo che si è abbattuto nel nord Italia ha fermato i primi due giorni di prova (oggi e domani, ndr) dedicate al reclutamento del personale docente di scuola dell’infanzia e primaria. Da mercoledì si comincerà con le prove per l’insegnamento nella secondaria di primo e secondo grado relative alle varie classi di concorso con sessioni al mattino e al pomeriggio.
IL TAR. Ad affrontare le prove non ci saranno soltanto gli 88.610 candidati che hanno superato la preselezione. I giudici, infatti, hanno accolto un consistente pacchetto di ricorsi. Ben 7 mila candidati inizialmente esclusi da Miur potranno partecipare, con riserva, per decisione del Tar del Lazio che ha ritenuto fondata la richiesta, sostenuta dall’Anief, di applicare quanto previsto dalla legge, riducendo la soglia minima d’accesso disposta dal Miur (35/50) perché non rispettosa della normativa vigente sui pubblici concorsi della scuola. E dunque anche coloro che nelle preselettive di dicembre avevano conseguito tra i 30 e i 34,5 punti avranno l’opportunità di cimentarsi con gli scritti facendo salire a quota 95mila il numero dei candidati.
LE PROVE. Tutti dovranno rispondere a quattro quesiti a risposta aperta (tre quesiti nelle classi di concorso dove è prevista una prova di laboratorio). Ogni commissione disporrà, per la valutazione di criteri definiti a livello nazionale (pertinenza, correttezza linguistica, completezza e originalità). A ogni quesito sarà attribuito un punteggio da zero a dieci. Le prove composte da quattro quesiti potranno quindi arrivare a una votazione massima pari a quaranta, quelle composte da tre quesiti a trenta. Superano lo “scritto” coloro che ottengono una votazione minima pari a 28/40 (4 quesiti) e a 21/30 (3 quesiti). Due ore o due ore e mezza (secondo che i quesiti siano tre o quattro) il tempo a disposizione. Sarà consentito l’uso del dizionario della lingua italiana al quale si potranno aggiungere, secondo le classi di concorso, codici e testi di legge non commentati e non annotati, riga, squadra, gomma, matita, compasso, dizionario monolingue non enciclopedico, dizionario bilingue italiano/latino o latino/greco.
Non sarà ammesso l’uso di calcolatrici di qualsiasi tipo, fatto salvo l’uso della calcolatrice scientifica in alcune classi di concorso. I candidati dovranno consegnare ai docenti incaricati della vigilanza, a pena di esclusione, ogni tipo di telefono cellulare, smartphone, tablet, notebook, anche se disattivati, e qualsiasi altro strumento idoneo alla conservazione e/o trasmissione di dati. Le prove scritte saranno corrette a marzo, poi ci sarà la seconda prova e gli insegnanti vincitori prenderanno servizio con l’anno scolastico 2013-14.
POLEMICHE SUI COMPENSI. Cinquanta centesimi a compito e interrogazione che si aggiungono al compenso forfettario di 209 euro lordi, che arrivano fino a 250 per i presidenti di commissione. Tutto qui: un compenso mini che sta facendo storcere la bocca a tanti commissari in pectore, che ora vedono questa possibilità non più come un’opportunità di prestigio per arrotondare lo stipendio. I compensi possono arrivare al massimo a 2.051,70 euro lordi (netti circa 1.200) che per i commissari prevedono la correzione di più compiti scritti per candidato, e circa 2.500 euro per i presidenti (sempre lordi). Ben altri massimi erano previsti quando i compensi erano in lire, dove si poteva arrivare anche a cifre teoriche di 13.520.000 per 208 sedute di lavoro.


















