La raccolta rifiuti in Sicilia è al collasso. Sono 2944 i dipendenti che nella sola provincia di Palermo rischiano di perdere il posto di lavoro su un totale di circa 10mila su tutto il territorio siciliano.

Le Ato della provincia di Palermo sono le società di raccolta dei rifiuti che rischiano più di tutte il fallimento. Ato1 Servizi integrati Rsu Temporary 269 lavoratori, Ato2 Alto Belice Ambiente 295 lavoratori, Ato3 (Amia e Amia Essemme) 1550 lavoratori, Ato4 Coinres 540 lavoratori, Ato5 Ecologia e Ambiente 220 lavoratori, Ato6 Alte Madonie Ambiente 70 lavoratori.


Questa mattina stanno manifestando davanti la sede delll’Ato 5 Ecologia e Ambiente, i lavoratori di Termini Imerese. E’ emergenza anche per l’Ato 4 dove sono circa 500 gli operai della Coinres che da novembre non percepiscono gli stipendi.  Per la la giornata di oggi i lavoratori della Simeto Ambiente di Catania hanno proclamato uno sciopero.

“Nella provincia di Palermo la situazione è al collasso. Le emergenze maggiori sono quelle di Ato4 e Ato5 –  Parliamo di Coinres e Ecologia e Ambiente – dichiara  a BlogSicilia Francesco Ferrara segretario provinciale Servizi ambiente Palermo -. Solo per la Coinres si parla di circa 500 lavoratori che dal mese di novembre non percepiscono lo stipendio. Sull’Ato5 registriamo mancati pagamenti da dicembre. In questo momento sia Coinres che Ecologia e Ambiente sono in sciopero, i Comuni devono trasferire le risorse. Il problema non è solo di natura economico finanziaria, ma è necessaria una volontà politica. Non possiamo tutti i mesi scendere per strada a protestare con i lavoratori per un sacrosanto diritto, la retribuzione”.

Secondo la direttiva in materia di gestione integrata dei rifiuti del 9 gennaio scorso, emanata dall’Assessorato dell’energia e dei servizi di pubblica utilità, entro il 15 febbraio prossimo dovranno essere adottati gli atti costitutivi e e relativi statuti di tutte le Società di raccolta rifiuti. L’obiettivo è l’adozione di uno statuto di società consortile a responsabilità limitata con un unico amministratore.

L’emergenza rifiuti coinvolge tutto il territorio siciliano: “Siamo al limite del collasso igienico sanitario – dichiara a BlogSicilia Dionisio Giordano, segretario regionale Cisl Ambiente -.  Amia, che è l’azienda di raccolta rifiuti più grande è ancora sottoposta a procedura fallimentare. Ci auguriamo che il tribunale di Palermo a breve faccia uscire l’azienda da questa situazione e il contesto societario torni nelle mani del comune di Palermo”. Sono circa 28 i milioni di euro di squilibrio nel conti dell’azienda di raccolta dei rifiuti, esclusi circa gli 8 milioni del contratto di servizio accordati dal Comune. Lo squilibrio, nei progetti del concordato,verrà recuperato con i tagli sul costo del personale.

In pratica Amia fa sapere che continuerà con le procedure di licenziamento collettivo. Secondo quanto dichiarato dai sindacati, il concordato prevede che con la costituzione della Newco, i rapporti di lavoro, quelli non previsti dai tagli, passeranno alla nuova società senza soluzione di continuità. Tutto il Tfr maturato fino ad oggi, verrà passato alla nuova società, così come l’anzianità di servizio, l’inquadramento e tutti i diritti acquisiti.

“Le problematiche di finanza pubblica degli Ato – continua Giordano – hanno messo in ginocchio le aziende. Palermo 4 e 5 sono le condizioni territoriali più pesanti. Nella provincia di Messina la MultiEcoplast sta vivendo una situazione di crisi. Nella Messina 2 dove opera la società Dusty  gli operatori non ricevono le stipendi da circa dieci mesi. Se ci spostiamo a Enna  e Caltanissetta anche qui la situazione è molto pesante. A Caltanissetta sono stati già avviati i contratti di solidarietà per molti lavoratori, a Siracusa la Igm sta procedendo al licenziamento di circa 50 operai. Il quadro è disarmante. Ci auguriamo che il governo convochi un confronto con le parti sociali. Le discariche sono sature. C’è l’esigenza che si faccia un quadro generale dell’impiantistica”.

Per quanto riguarda Bellolampo, il 7 febbraio scorso l’assessore regionale all’energia Nicolò Marino è stato convocato  in Procura a  Palermo per l’apertura di una nuova indagine sulla formazione di un enorme lago di percolato nella discarica dei rifiuti del capoluogo siciliano. Dal 30 aprile, infatti, la discarica, in cui viene conferita la spazzatura del capoluogo, dovrebbe essere chiusa per i lavori di adeguamento. I lavori di realizzazione della sesta vasca partiranno solo la prossima settimana e occorreranno almeno 450 giorni per la sua ultimazione. Secondo quanto accertato dalla Procura non sono stati ancora appaltati, però, i lavori di costruzione degli impianti. Un ritardo allarmante che porterà alla paralisi il sistema del conferimento in poche settimane.

“E’ da mesi che i sindacati pongono l’attenzione sul fatto che i Fondi Fas già stanziati per l’implementazione della 6 vasca siano messi sul tavolo – conclude Giordano –  e venga avviata l’opera. Adesso a 2 mesi dalla saturazione della discarica tutti corrono come la croce rossa.  I soldi ci sono, adesso la responsabilità è di chi dovrà, non solo individuare un soggetto che realizzi l’opera ma lo dovrà fare velocemente.  Che Palermo necessita di avere Bellolampo lo abbiamo capito durante l’emergenza a luglio. Tutti i soggetti coinvolti non possono perdere tempo. La sesta vasca deve essere pronta a breve perché il problema non riguarda solo Palermo ma l’intera Regione”.

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