Anche gli altri sette lavoratori in servizio presso l’Ente Acquedottistico Tre Sorgenti, il cui contratto di lavoro era scaduto lo scorso 31 Dicembre, hanno ottenuto la proroga contrattuale per ulteriori quattro mesi. Si tratta di lavoratori totalmente a carico dell’Ente per i quali il Consiglio Direttivo del Consorzio ha dato il via libera al prolungamento del rapporto di lavoro nel corso della sua ultima riunione.Dopo la richiesta di approfondimenti avanzata da due componenti del Consiglio Direttivo nei confronti delle proposte di proroga per i sette lavoratori presentate dal Dirigente Finanziario dell’Ente adesso è arrivato l’ok definitivo anche per quest’ultimi che si aggiungono ai quattro articolisti i cui contratti erano stati prorogati qualche settimana fa. I sette lavoratori riprenderanno servizio a partire dal prossimo 18 Febbraio
” Siamo riusciti a raggiungere questo importante obiettivo – ha dichiarato il presidente del Consorzio, Giuseppe Malfitano – garantendo seppur per un periodo di tempo limitato la continuità lavorativa agli undici precari in servizio presso l’Ente”.
Nel futuro del Consorzio altro momento importante sarà anche il rinnovo del Consiglio Direttivo per il quale nei giorni scorsi sono pervenute due richieste di convocazione da parte dei comuni di Licata e Grotte. Voci di corridoio vorrebbero non riconfermato nella carica di Presidente proprio lo stesso Giuseppe Malfitano, attraverso la maggioranza composta proprio dai comuni di Licata, Grotte e Canicatti, considerata l’impossibilità della Giunta di Palma di Montechiaro, interamente dimissionaria, a partecipare all’Assemblea.
D.: Cosa pensa Presidente rispetto a questo possibile scenario?
R.:Sono, come giustamente dice Lei, solo indiscrezioni perchè il sindaco di Licata Angelo Graci si è espresso pubblicamente e privatamente in termini lusinghieri nei confronti del mio operato e troverei strano che lo stesso non volesse riconfermarmi nell’incarico. Riterrei altrettanto strano, inoltre, e del tutto in controtendenza con quanto verificatosi nelle precedenti assemblee che il comune di Canicatti, dopo aver ripetutamente e coerentemente manifestato la volontà di cedere gli impianti a Girgenti Acque, non partecipando alle precedenti elezioni del Consiglio Direttivo, si prestasse ad una manovra di questo tipo disattendendo quanto manifestato in precedenza .
D.: Lei, quindi, non teme che possano esserci manovre oscure ai suoi danni circa la sua riconferma?
R.:Guardi la politica ci ha abituato a tutto e al contrario di tutto, tuttavia i miei non sono timori legati alla mia, eventuale, mancata riconferma, quanto all’immagine dirompente che la politica potrebbe dare di se, nel caso in cui due sindaci, di Licata e Grotte, che mi hanno votato, sostenuto e pubblicamente lodato per il mio operato a difesa del Consorzio, improvvisamente costituissero una maggioranza anomala con un Comune come quello di Canicattì che ha portato avanti una politica, dal canto proprio legittima se vuole, del tutto contraria al Consorzio e sempre protesa al suo scioglimento e alla consegna degli impianti a Girgenti acque.
D.: Che conclusioni trae, quindi, Presidente, rispetto a queste voci?
R.: Quelle che le ho detto in premessa. Se i tre comuni di Licata, palma di Montechiaro e grotte, per esempio, decidessero di rinnovare il Consiglio Direttivo, cambiandone i membri, ivi compreso il sottoscritto, per quanto imprevedibile come ipotesi alla luce dei continui elogi conferiti al sottoscritto dai rispettivi Comuni, si seguirebbe almeno una logica e un tracciato coerente, se invece a Licata e Grotte si unisse il Comune di Canicattì si verificherebbe qualcosa di incomprensibile. Tuttavia, conoscendo il Sindaco Corbo e il suo Vice sindaco, e avendo apprezzato la loro coerenza e onestà intellettuale, pur a difesa di una linea che io non condivido, mi sentirei di escludere categoricamente anche la sola possibilità che gli stessi, garantendo il numero legale, consentissero l’elezione di un nuovo Consiglio Direttivo.
D.: Cosa ci dice allora riguardo al rinnovo di questo importante organo?
R.: Guardi, attenendomi rigorosamente alla norma statutaria, io ho già convocato nel lontano Novembre l’assemblea dei Sindaci per il rinnovo del Consiglio Direttivo e dei suoi tre membri. In quell’occasione alcuni Sindaci ritennero di chiedere un rinvio a data da destinarsi, ed il Comune di Canicatti, coerentemente, si disinteressò di fatto della questione, facendo valere le consuete già esposte ragioni. Ho aspettato che i Comuni individuassero un altro momento utile per convocare nuovamente l’assemblea. Adesso registro una nuova richiesta di convocazione, irrituale a dire il vero poiché pervenuta attraverso due distinte richieste, e non con la sottoscrizione congiunta di almeno due Sindaci in un’unica istanza, come da previsione statutaria all’art.8 che, infatti, parla di richiesta al singolare. In ogni caso, richiedendo tutt’al più ai due Sindaci di riformulare nel modo più rituale la stessa istanza, darò seguito alla stessa nei tempi e nei modi previsti dallo statuto.












