Un ventenne del quale non sono state fornite le generalità è stato denunciato in stato di libertà dagli agenti del commissariato di pubblica sicurezza della città con l’accusa di maltrattamenti ai danni di animali. Il giovane, mercoledì sera è stato fermato nel corso di un servizio straordinario di controllo dai poliziotti in via Risorgimento, strada che si trova nel quartiere antico di Borgalino.

Gli agenti, hanno notato durante una perquisizione che nel bagagliaio della vettura, una Fiat Uno, c’era un cucciolo di Pitbull, di appena 4 mesi, con delle vistose medicazioni alle orecchie, che poco prima gli erano state mutilate da un veterinario dopo un intervento chirurgico.


Il cane, ovviamente, non era trasportato con mezzi adeguati che occorrono quando si ha un animale all’interno della macchina. Ed inoltre, era stato riposto all’interno del bagaglio come se fosse un oggetto qualunque. Per questi motivi nei confronti del ventenne che ha dichiarato di essere il proprietario della bestiola è scattata la denuncia per maltrattamenti. Adesso i poliziotti stanno approfondendo le indagini per cercare di capire se mozzare le orecchie ad un cane sia una pratica consentita dalla legge oppure no. Infatti, l’animale è stato sottoposto ad un intervento chirurgico definito non curativo. Un problema che più volte ha visto l’intervento anche del Tar del Lazio, il quale sulla vicenda aveva emanato una sospensiva dopo il provvedimento dell’ex Ministro della Salute Ferruccio Fazio. Infatti, prima del provvedimento del Ministro che apriva ad una mutilazione di coda ed orecchie nei cani in precedenza era in vigore un divieto di amputarle che veniva punito con una multa variabile da 5.000 a 30.000 euro o con la reclusione da tre a diciotto mesi. Il pitbull è stato posto sotto sequestro ed è stato affidato dai poliziotti in custodia allo stesso proprietario. Questo perché nonostante le ricerche nelle province di Agrigento e Caltanissetta, gli agenti non sono riusciti a trovare una struttura idonea a custodire l’animale dopo il sequestro in attesa della decisione della magistratura sul suo futuro.