Approssimandosi la data in cui i cittadini italiani saranno chiamati alle urne per il rinnovo del Parlamento nazionale,credo che ciascun elettore si chieda legittimamente quali potranno essere gli scenari futuri sulla base dei quali dovrà essere formato un nuovo Governo in grado di assicurare la stabilità politica al Paese tanto necessaria specie in un momento così delicato, come l’attuale, colpito da una profonda crisi economico-finanziaria della quale,a detta degli esperti,non si intravede un suo reale ed effettivo superamento a breve termine.

Peraltro la campagna elettorale,al di là della confusione ingenerata dalla presentazione dei numerosissimi simboli dai partiti in lizza,in verità non ha fornito sinora utili indicazioni sui programmi da realizzare nel breve e nel lungo periodo anzi è stata sino ad oggi caratterizzata da continui attacchi personali e/o scambi di battute,a volte ridicole, tra i diversi leaders dei vari schieramenti che possono definirsi semplicemente “deplorevoli”ma che danno tuttavia un’idea chiara di quanto sia scesa in basso la “Politica” intesa nel senso nobile del termine.


Francamente,dopo i copiosi fiumi di parole sinora scritti da parte sia degli elettori che da eminenti politologhi, economisti e personaggi illustri nel mondo dell’alta finanza,direttori delle maggiori testate giornalistiche e quant’altro,ci si aspettava un reale cambiamento,una inversione di rotta che si concretizzasse sia sui volti dei candidati,diversi dai soliti,sia sullo stile di far politica,su un nuovo modo,cioè, in cui la politica consista essenzialmente nella gestione seria della “cosa pubblica”fatta nell’esclusivo interesse del sistema Paese e quindi per il bene dei cittadini.

Purtroppo nulla di tutto questo,ed è sotto gli occhi di tutti, si è registrato procurando in tal modo nell’elettorato non poche difficoltà nella scelta delle persone da eleggere,che a rigor di logica,dovrebbero essere i più meritevoli per rappresentarli nelle sedi parlamentari ed anche negli stessi partiti che,in base al responso delle urne,dovranno fare i conti con una realtà pietosa nella quale in atto versa il Paese che potrà risollevarsi dall’attuale fase di stagno solo se potrà disporre di una classe politica veramente seria,non corrotta e spesso ladra ed arroccata sui propri privilegi,non legata ad interessi personali ma che abbia a cuore veramente il bene dei cittadini;classe politica che dovrà,l’indomani del voto,adottare provvedimenti capaci di far decollare la fase della crescita senza della quale è semplice utopia fornire risposte concrete sul piano dell’occupazione,delle infrastrutture e quant’altre oltre che in materia di azzeramento del debito pubblico che,al contrario,pur con l’aumento delle entrate fiscali,peggiora sempre più.

L’aver continuato,invece,a ricandidare personaggi che avevano fatto il loro tempo senza ,peraltro, alcun programma realisticamente attuabile,o che si rimangiano la sera le promesse fatte al mattino,ha complicato ancor più le cose tanto da far temere,oltre ad un aumento dell’astensionismo e/o dei suffragi a favore dei movimenti della c.d.”antipolitica”(il responso siciliano docet!), una situazione nefasta di ingovernabilità con la logica conseguenza che sarà alquanto difficile creare una compagine governativa che,oltre alla stabilità,possa assicurare la necessaria credibilità del Paese sia agli occhi dei partners europei che delle Potenze mondiali (Usa,Russia,Giappone,Cina etc).

Personalmente son convinto che,dopo il responso delle urne, si continuerà come nel passato,(e già si percepiscono le avvisaglie) nel senso che verranno posti in essere tanti “inciuci”capaci di adottare la solita politica dei pannicelli caldi che,non solo porrà il Paese nelle condizioni di essere malamente amministrato,lasciando irrisolti gli annosi e gravosi problemi a tutti noti(avvenire per i giovani,lavoro,crescita economica,diminuzione delle tasse etc etc.)e aggravando così ulteriormente la pesante situazione del Paese ma cosa ancor più grave di esasperare la pazienza degli italiani oramai stanchi di essere presi in giro e vessati al punto di far temere sulla tenuta dello stesso sistema democratico(ma di ciò vorrei proprio sbagliarmi).

S .Curcio