Chi ha messo il veleno nei cioccolatini, ma forse anche nel vino e nelle arance, voleva sterminare tutta la famiglia di romeni residenti a Naro. E’ l’ipotesi alla quale stanno lavorando i magistrati della Procura della Repubblica di Agrigento, che stanno coordinando le indagini condotte dai carabinieri di Naro della Compagnia di Licata.

Marika l’ha osservato da dietro il vetro, ha atteso che il prete finisse di vestirlo e lo benedisse, poi l’ha salutato: «Addio Sebastian». È finita così, ieri pomeriggio al Policlinico di Messina, la triste vicenda dei tre fratellini romeni avvelenati a Naro, dove abitano con i genitori, e trasferiti a Messina e Palermo in condizioni disperate. Il più piccolo di loro, che avrebbe compiuto 5 anni a breve, è stato dichiarato cerebralmente morto ieri intorno alle 15.30. L’équipe medica del Policlinico aveva perso le speranze già due giorni fa.


Ieri pomeriggio, hanno capito che per lui non c’era più nulla da fare, ed hanno chiamato il sacerdote ortodosso della città dello Stretto per l’ultima benedizione. Fuori pericolo Alexander, invece, il fratellino di 7 anni arrivato a Messina in gravi condizioni anche lui. È seguito anche dagli esperti del centro antiveleni di Caltanissetta. Sul corpo di Sebastian è stato eseguito il prelievo di tessuto necessario ad eseguire gli esami tossicologici. Sono affidate ai rilievi scientifici, infatti, le speranze di chiarire il giallo che sta dietro al loro avvelenamento.

Nel cibo ingerito dai piccoli, in particolare nei cioccolatini, è stata trovata una sostanza tossica, sembra un erbicida. L’indagine è affidata ai carabinieri, che hanno già una pista, anche se ancora tutta da verificare. Una certezza però è già emersa: la sostanza velenosa era piuttosto sofisticata, era artificiale, ed era presente anche nel vino. Elementi, questi, che forniscono alcune indicazioni precise: il veleno era diretto probabilmente ai genitori dei piccoli, i coniugi Lupescu.

E dalle prime indiscrezioni trapela anche un possibile movente. Le indagini, che ora procedono per omicidio si muoveranno tra Naro e Messina. La salma verrà benedetta all’interno della chiesa Ortodossa di Messina e partirà per la Romania, dove sarà seppellita nel cimitero di Hiashi, città d’origine della famiglia di Dimitri Lupescu. Intanto, domenica prossima nella chiesa ortodossa di Messina ed in quella di San Nicola a Canicattì, si terrà una raccolta di fondi a favore della famiglia Lupescu.

I soldi, serviranno a pagare il trasporto della salma del piccolo Sebastian in Romania e dare aiuto agli altri componenti della famiglia. Marika Tache, il marito Dimitri Lupescu ed i suoi figli: Sebastian, Alexander e Inonut da circa un anno si erano trasferiti a Naro. I genitori lavoravano saltuariamente in campagna come braccianti agricoli mentre i due figli più grandi avevano iniziato a frequentare la scuola. L’allarme era scoppiato lo scorso 8 marzo quando i tre ragazzini si sono sentiti male dopo avere ingerito dei cioccolatini. Immediata la corsa all’ospedale Barone Lombardo di Canicattì.

I due più piccoli sono stati trasportati in eliambulanza a Palermo e Messina, mentre il più grande è rimasto a Canicattì perché le sue condizioni sono sembrate subito poco gravi. Ieri, dopo due giorni di agonia, la morte del più piccolo, Sebastian. Una tragedia che ha sconvolto la comunità romena di Naro e Canicattì e gli abitanti tutti. I genitori dei piccoli sono conosciuti come persone per bene e onesti lavoratori che si guadagnano da vivere lavorando nei campi.

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