Dalle Province ai liberi consorzi  con elezione di secondo grado. È la linea condivisa dalla  maggioranza che ha trovato la quadra sull’emendamento al disegno  di legge sulle Province, in aula domani per la votazione degli  articoli. «Il governo non aveva inserito l’elezione di secondo  livello nel testo, ma credo che sul punto ci sia una larga  condivisione nella maggioranza da parte di tutte le forze  politiche», dice il governatore Rosario Crocetta, al termine  del vertice di maggioranza riunito a Palazzo dei Normanni. E  ribadisce: «Più di cancellazione delle Province, voglio  parlare di liberi consorzi. Il centrodestra tenterà  imboscate al disegno di legge sulle Province attraverso il voto  segreto in aula, cercheranno lo scontro, vogliono apparire  l’ultima vandea del conservatorismo. Dopo il vertice di oggi  invece non credo più in imboscate di pezzi del  centrosinistra».

«Abbiamo fatto una piena disamina  del testo concordato sulle Province. Parlo per l’Udc, non ci  saranno sconti. Chi non voterà in aula per l’abolizione delle  Province sarà fuori dal partito». Lo dice il segretario  regionale dell’Udc, Gianpiero D’Alia, parlando con i cronisti al  termine del vertice di maggioranza, col governatore Rosario  Crocetta, a Palazzo dei Normanni.
«La coalizione che sostiene il  governo esce rafforzata dal vertice di oggi. Abbiamo raggiunto  risultati importanti, in particolare sulla riforma delle  Province: il Pd all’Ars ha lavorato molto su questo ddl, sono  soddisfatto per la condivisione unanime dell’emendamento di  riscrittura» (primo firmatario Gucciardi, con Leanza e  Malafarina). Lo dice Baldo Gucciardi, presidente del gruppo Pd  all’Ars, al termine del vertice di maggioranza. L’emendamento prevede, fra l’altro, elezioni di secondo  livello e dunque la cancellazione delle elezioni per il  presidente e i consiglieri provinciali.      «Resta il rischio di tentativi da parte dell’opposizione di  insabbiare il testo sulle Province – ha aggiunto Gucciardi – mi  auguro che su un tema importante come questo, mentre l’Italia ci  guarda e si aspetta la riforma, ognuno sappia assumersi le  proprie responsabilità senza nascondersi dietro il voto  segreto».