“L’abolizione delle province – dice il sindaco Marco Zambuto – è una vittoria di tutti. Una tappa importante della rivoluzione annunciata dal Presidente della Regione Crocetta è stata raggiunta e la Sicilia diventa la prima regione d’Italia a procedere, con un provvedimento d’avanguardia, all’eliminazione di un ente superfluo ed antieconomico”. In Assemblea regionale la coalizione di maggioranza ha voluto l’abolizione delle province, sostituendole con i consorzi dei comuni i cui componenti saranno nominati dalle amministrazioni territoriali rappresentate, cancellando pertanto le elezioni provinciali che si sarebbero dovute tenere a maggio. Entro la fine dell’anno sarà comunque approvata una nuova legge che definirà il modello ed i compiti dei consorzi dei comuni, così come lo Statuto siciliano prevede.

“Con l’istituzione dei consorzi in sostituzione delle province – aggiunge Marco Zambuto – si consuma un passaggio storico nel riordino istituzionale dell’Isola, riconoscendo ai comuni una maggiore forza istituzionale e capacità di rappresentanza nel territorio siciliano, ma soprattutto con l’abolizione delle elezioni dirette, che verranno sostituite da nomine degli amministratori da parte degli stessi comuni, attraverso le cosiddette elezioni di secondo livello, si potrà ottenere subito un risparmio economico di oltre cinquanta milioni di euro che oltre a significare dal punto di vista etico un modo nuovo di concepire le istituzioni pubbliche, potrebbe consentire il reinvestimento delle risorse risparmiate per rilanciare quei settori economici e sociali ancora poco sviluppati e sofferenti”.


L’Unione regionale Province siciliane presenterà al Commissario dello Stato una memoria con la quale evidenzierà i profili di incostituzionalità della legge sull’abolizione delle Province approvata ieri sera dall’Assemblea regionale siciliana. Le osservazioni che l’Urps avanzerà al Prefetto Carmelo Aronica saranno illustrate dal presidente Giovanni Avanti domani, alle 11, nel corso di una conferenza stampa in programma all’ex palazzo delle Ferrovie, in via Roma a Palermo.

“In Sicilia si sta facendo un’operazione di trasformismo, una legge bandiera che non affronta i veri nodi e che non fa che aggiungere nuova burocrazia: anziché snellire le istituzioni, razionalizzando le Province, si ritorna ai liberi consorzi. E così si rischia di passare dalle 9 Province attuali a 33 Consorzi e 3 Città metropolitane”,  dichiara dal canto suo il presidente dell’Unione delle Province d’Italia, Antonio Saitta, relativamente alla legge della Regione Siciliana che “rimanda di un anno la riforma delle Province e sostituisce gli organi istituzionali eletti con i commissari nominati dalla Regione”. “Sarebbe questa – sollecita Saitta – la semplificazione? L’unico risultato della Legge Crocetta è il Commissariamento delle Province, la sostituzione della democrazia con il sottogoverno”. Il presidente dell’Upi si chiede quindi “perché non si sia affrontato seriamente il tema dei costi della politica e dell’amministrazione della Regione Siciliana. Se si partisse dai dati del Ministero dell’Economia, e non da inutili slogan, sarebbe chiarissimo a tutti dove intervenire per ridurre la spesa pubblica regionale”. La spesa della Regione Siciliana nel 2012 – evidenzia l’Upi – è stata di oltre 9 miliardi di euro, quella dei Comuni di 4,5 miliardi e quella delle Province di 600 milioni. Il personale politico della Regione costa a ciascun cittadino siciliano quasi 33 euro l’anno, quello delle 9 Province insieme 3 euro. In regione sono assunti oltre 17 mila dipendenti e l’11% sono dirigenti. Nelle Province lavorano 5.600 dipendenti, e i dirigenti sono l’1,8% del totale. Il personale delle Province costa 39 euro a ciascun cittadino siciliano, quello della Regione più di 320 euro e quello dei Comuni quasi 300 euro. “E’ evidente che se si deciderà di spostare il personale delle Province nella Regione o sui Comuni – afferma il presidente Upi – la spesa pubblica aumenterà vertiginosamente. Resta poi una questione chiave, che continua ad essere quella sempre trascurata nelle annunciate riforme istituzionali, cioé il tema delle società e degli enti strumentali che sono il vero spreco della politica. La Regione siciliana, secondo il censimento operato dal Dipartimento Sviluppo del Ministero del Tesoro, ne ha 206, che nel 2012 sono costati oltre 28 milioni di euro. Una spesa destinata per quasi il 90% al pagamento dei costi dei consigli di amministrazione, delle sedi, del personale”. A fronte di ciò è evidente, conclude Saitta, “che qualunque riforma che abbia come obiettivo quello di affrontare la riqualificazione della spesa deve partire da qui, altrimenti, come classe dirigente del Paese, non siamo credibili”.

“E’ un bluff, e’ una truffa quella che vi state accingendo a compiere. I siciliani non abboccheranno. Non puo’ passare come rinnovamento una legge nata in un talk show, dopo che lo stesso Crocetta aveva gia’ fissato la data delle elezioni. Non e’ consentito far passare per riforma l’abolizione del principio della partecipazione della scelta dei cittadini attraverso il voto”.

Lo ha detto intervendo all’Ars Nello Musumeci. “E allora e’ una pagina triste. Stiamo espropriando il diritto di voto di 4 milioni di siciliani. Il parlamento non puo’ gioire per quello che si va a compiere – ha aggiunto Musumeci – , in nome della rivoluzione del grande eroe Crocetta”.

Ma come diceva un filosofo francese – ha aggiunto il parlamentare regionale – gli eroi sono come certi dipinti: per apprezzarli non bisogna guardarli molto da vicino. I Siciliani guarderanno da vicino questo governo, quando avranno conosciuto gli effetti devastanti di un ente di governo legittimato dal popolo, trasformato da Crocetta in un ente di sottogoverno affidato ai partiti”, ha dichiarato Musumeci intervenendo questa sera all’Ars.

“Crocetta getta solo fumo negli occhi dei Siciliani che credono nella Rivoluzione a parole in Sicilia con l’appoggio dei Grilllini” ha dichiarato il Vice Presidente Vicario del Consiglio Provinciale di Agrigento Mario Lazzano Pdl”.

“ll sistema delle Province andava sicuramente rimodulato,ricreato ed apprezzo il  presidente Crocetta che non l’ha voluto ristrutturare ma buttarlo giù e ricostruirlo  per farlo nuovo .Un sistema che svolga quella funzione di  collegamento con i Comuni e che definisca le competenze in sintonia con gli altri enti .”Lo dice Michele Cimino,deputato regionale di Voce Siciliana.”Con oggi ,continua Cimino,si chiude il primo tempo di una partita importante ed il secondo tempo ,che ci farà vincere, secondo tempo che   si aprirà presto, poiché il presidente Crocetta ha assunto l’impegno di portare in Aula la riforma che se approvata permetterà anche  lo snellimento del bilancio regionale, creando le condizioni per una migliore e maggiore  razionalizzazione della spesa.”

“La chiusura delle province era dovuta! Si sopprimono Enti che nel tempo hanno perso efficacia amministrativa e sono stati sempre più percepiti come fonti di spreco, di pubblico denaro. Occorre adesso efficientare le competenze periferiche con una legge di riordino che limiti la spesa ed esalti le prestazioni!”. Lo ha dichiarato il deputato regionale Lillo Firetto.