La terza commissione del Csm ha deliberato (con due astensioni e un assente) di proporre al Plenum la ricollocazione in ruolo dell’ex procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia, con funzioni di giudice, al tribunale di Aosta, unica sede d’Italia nella quale non è stato candidato.
La decisione – spiega una nota del Csm – “è stata presa nel rispetto del divieto previsto dall’art. 8 del DPR 30 marzo 1957 n. 361 che prevede che i magistrati candidati e non eletti non possono esercitare per un periodo di cinque anni le loro funzioni nella circoscrizione nel cui ambito si sono svolte le elezionì”.
Il vice presidente del Csm, Michele Vietti, commenta: “In fondo Aosta è un bel posto. Non c’è assolutamente intento punitivo o volontà ritorsiva, ma solo la normale applicazione della regola”. “L’unica circoscrizione – ha ricordato Vietti a margine del Forum giuridico Italia-Russia – in cui Ingroia non aveva presentato la sua candidatura era Aosta e la normativa è molto chiara: non si può tornare là dove ci si è candidati. Dunque la soluzione adottata è rispettosa della normativa nonchè, credo, non troppo penalizzante per lui”. Per altro, ha aggiunto, “è noto che il Piemonte e la Valle d’Aosta presentino forti infiltrazioni di associazioni criminali in particolare della ‘ndrangheta”.
“Comunque Aosta è sempre più vicina del Guatemala, si mangia meglio e la gente è più affidabile”. Così il questore di Aosta Maurizio Celia commenta scherzosamente su twitter. Celia, originario di Catania, augura anche al magistrato un “Benvenuto al Nord”.


















