Si è tenuta sabato 4 maggio, nel salone delle conferenze di Palazzo Stella, una lectio magistralis tenuta dal Prof. Vito Coniglio sull’ “Edipo re” e “ L’ Antigone”,due tra le più importanti tragedie di Sofocle.

L’incontro è stato organizzato dal Club delle mamme, fortemente voluto dalla presidente, avv.Lidia Macaluso Di Benedetto, la quale, come molte altre socie, è stata una ex alliva del professore Coniglio, insegnante tra i più validi del Liceo Classico “Foscolo” di Canicattì


La platea è rimasta affascinata non solo dalla profonda cultura dell’esimio relatore, ma anche dalla sua capacità affabulatoria che ha tenuto incollati alle poltrone, per più di due ore in religioso silenzio, tutti gli intervenuti.

La vicenda di“Edipo re”, da molti considerato il capolavoro di Sofocle, ha suscitato un maggiore coinvolgimento per il suo fascino immortale, sintesi di tutta la tragedia greca.

Edipo,divenuto re di Tebe, scopre tragicamente di avere ucciso inconsapevolmente il padre e di averne sposato successivamente la moglie Giocasta, cioè sua madre che gli darà quattro figli. Edipo quindi scopre di essere non solo parricida ma anche di aver commesso un incesto. La scoperta della verità spingerà Giocasta ad impiccarsi, mentre Edipo si accecherà con la fibbia d’oro di lei. Il seguito verrà raccontato nell’ultima opera di Sofocle, da molti considerata il suo testamento spirituale: Edipo a Colono.

Il Prof. Coniglio, con la sua solita maestria,si è soffermato sul fatto che l’inconsapevolezza del gesto di Edipo non può rappresentare una giustificazione, egli si acceca per punire se stesso e per espiare le proprie colpe. Sofocle, pertanto, crea così il mito dello scontro eterno tra volontà e destino. Edipo rappresenta quindi il personaggio tragico per eccellenza,il quale giunto al potere grazie alla sua intelligenza,si lascia travolgere da un destino avverso che come un fiume in piena, travolge ogni cosa, e niente e nessuno può deviarne il corso. La sorte trascende la stessa responsabilità dell’agire umano.

Edipo, allora,diventa l’emblema della fragilità umana,capace di compiere grandi azioni ma anche le più nefande depravazioni.

Intensa è stata anche la presentazione di Antigone, la protagonista di un’altra celeberrima tragedia di Sofocle. L’opera racconta la storia di Antigone, che decide di infrangere un decreto impostole da Creonte, il nuovo re di Tebe e per questo condannata a vivere il resto dei suoi giorni in una grotta dove si darà la morte.

Antigone diviene così l’emblema della ribellione non solo all’autorità del re ma anche alle convenzioni sociali, e se a farlo è una donna gli effetti risultano assolutamente dirompenti.

Il Professore Coniglio ha anche ricordato altre figure femminili del mito classico e di come Sofocle abbia influenzato molti letterati e filosofi nel corso dei secoli.

La lezione si è conclusa con la consegna di una targa ricordo ma anche con la consapevolezza che la cultura segue un filo sottile che nasce in un tempo mitico e, attraverso vari percorsi ,è giunto fino a noi nel tentativo di dare un senso alla nostra esistenza.