Non faceva ’soffiate’ a pagamento soltanto per Massimo Ponzoni e Rosario Perri, ma anche per l’imprenditore Paolo Vivacqua ucciso a colpi di pistola il 14 novembre 2011 nel suo ufficio di Desio. Si aggrava la posizione di Sossio Moccia, il brigadiere dei carabinieri di 53 anni arrestato domenica sera dai militari della Compagnia di Desio per corruzione, rivelazione di segreti d’ufficio, istigazione a delinquere e favoreggiamento personale. Moccia, difeso dall’avvocato Roberta Minotti, verrà interrogato domani mattina in carcere dal Gip del Tribunale di Monza Anna Magelli che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare nei suoi confronti chiesta dai Pm Donata Costa e Salvatore Bellomo. Oltre ad essere accusato di avere ottenuto denaro (si parla di ripetute consegne di 100-200 euro) dall’ex assessore regionale lombardo Pdl Massimo Ponzoni (imputato anche di questa vicenda nel processo in corso al Tribunale di Monza) per rivelare nel 2009 a lui e all’ex responsabile dell’ufficio tecnico del Comune di Desio e assessore provinciale monzese Rosario Perri notizie riservate sulle indagini in corso quando era in servizio alla Compagnia dei carabinieri di Seregno, Sossio Moccia è accusato di avere fatto da informatore anche per Paolo Vivacqua, che lo aveva incaricato di recuperare alcuni documenti, tra cui la dichiarazione dei redditi dell’ex marito della sua nuova compagna romena per la disputa per il mantenimento del figlio della donna.
Ma c’è di più. Il brigadiere è anche accusato di istigazione a delinquere e favoreggiamento personale per avere detto nel 2011 ad alcuni agenti della polizia stradale di Seregno arrivati per un sopralluogo presso un demolitore di Desio, indagato di ricettazione dalla Procura di Monza nell’ambito di una più ampia inchiesta per bancarotta fraudolenta per distrazione, di essere un militare in servizio a Desio ed avere chiesto di “chiudere un occhio” sugli accertamenti in quanto il demolitore era “un informatore” nell’inchiesta ‘Infinito’ sulla ‘ndrangheta in Brianza che aveva fornito preziose informazioni “sulla famiglia dei Pio” (di cui alcuni componenti sono stati poi arrestati nell’ambito di quell’inchiesta). Per Sossio Moccia i guai giudiziari non finiscono ancora. Il brigadiere risulta infine anche indagato dalla Procura militare del Tribunale di Verona per simulazione di infermità, diserzione e truffa militare continuate e pluriaggravate per avere svolto il ruolo di addetto alla sicurezza nel ristorante ‘Eurotaverna’ di Desio anche durante un periodo di assenza dal servizio nell’Arma per riposo medico.
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