Prima udienza utile del processo di appello scaturito dall’inchiesta “Concorsopoli” che ipotizzava delle presunte irregolarità nello svolgimento di tre concorsi banditi dall’ex Ausl. Sul banco degli imputati i dodici condannati in primo grado. La pena più alta, 3 anni e 6 mesi, fu inflitta ad Armando Savarino, ex direttore sanitario della stessa Ausl ed attuale sindaco di Ravanusa. Condannata anche la figlia ed ex deputata regionale Udc, Giusy Savarino, a 2 anni e 2 mesi di reclusione; 8 mesi, invece, all’ex consigliere provinciale nonché segretario politico di Giusy Savarino, Calogero Gattuso; 2 anni e 2 mesi a Salvatore Puccio, 2 anni e 4 mesi a Michele Pellegrino, dirigente dell’Ausl; 2 anni a Enzo Oreste Falco, funzionario dell’Ausl; 2 anni a Francesca Maria Camilleri, 2 anni a Maria Rita Safonte, 1 anno e 6 mesi a Francesco Miccichè, 1 anni e 6 mesi a Salvatore Carapappa, 1 anno e 6 mesi ad Alessandro Felice, tutti dipendenti dell’Ausl; 8 mesi all’avvocato Calogera Maria Smecca. Gli imputati sono accusati a vario titolo di abuso d’ufficio, falso in atto pubblico, rivelazione di segreto d’ufficio e voto di scambio. Ieri i difensori hanno chiesto di riaprire l’istruttoria per sentire alcuni testimoni. La Corte deciderà il 2 luglio. Poi ci sarà la requisitoria del procuratore generale.












