“Grillo vai in tv per ripetere quello che hai detto a noi, fissando i paletti tu che la televisione la conosci bene”. È l’invito, pressante, rivolto da numerosi dei partecipanti al leader del M5s a un incontro elettorale a Ragusa.
Lui, in piedi su una sedia, replica al confronto serrato con la gente, ma in tv non andrà, tranne per “parlare in diretta”.”Adesso persone del Movimento 5 stelle preparate – spiega – andranno in televisione, ma per non sentire più menzogne sul nostro conto, non per ampliare la platea: non mi interessano le persone che stanno a casa, devono cominciare a pensare in un altro modo”. A chi gli contesta che “la rete è per pochi”, Grillo replica: “Avete tutti un telefonino, il mondo adesso è lì, la televisione è uno schermo dentro al quale ci sarà tutto”. Ma non lui…
Grillo è tornato in Sicilia per sostenere Federico Piccitto, il candidato sindaco di Ragusa che al ballottaggio se la gioca alla pari con il candidato del centrosinistra. Grillo sa bene che una eventuale vittoria del pentastellato darebbe una svolta alla fallimentare campagna delle amministrative, che ha visto il suo M5s perdere molti consensi.
“Il calo del Movimento 5 Stelle alle ultime amministrative – sostiene Grillo – era prevedibile, perchè avevamo avuto troppo successo in breve tempo, e per questo forse in parte è stato meritato. C’è stata tanta gente che non ha capito che votare 5 Stelle significa partecipare, e invece ci ha scelti per ribrezzo degli altri. Abbiamo perso perchè magari volevano vedere la vecchia politica, ma noi siamo un’altra cosa. Quindi un piccolo calo c’è stato, ma ci stiamo riprendendo”.
“Dicono che sono come Ceausescu”, ma io sono “contro il leaderismo che deve scomparire. I leader dovranno essere le persone, i cittadini dovranno riappropriarsi delle istituzioni. La nostra non è una rivoluzione: è il senso di un mondo diverso”. E in questo contesto, spiega Grillo, il M5s è “l’unico baluardo che tenga la democrazia nel Paese” evitando che “ciascuno si faccia giustizia da sè, nell’anarchia totale”. E quindi, invita Grillo, “Vi prego: prendiamo insieme questo treno e vediamo dove ci porta”.
Inevitabile il riferimento ai dissidenti. “È fisiologico, ci sta, che su 163 parlamentari 3 vadano via, è uno scilipotismo dell’anima. Io un epuratore? Ma loro sono ancora lì con il loro stipendio esattamente dove erano prima. Non c’è una legge che li obbliga ad andare via. Sarà una loro decisione. Non mi riguarda”.
“Abbiamo fatto qualche errore nella comunicazione, c’è stata qualche leggerezza in streaming, ma siamo un movimento giovane. Il nostro movimento non è appetibile dal punto di vista finanziario: prendi, stando a Roma, 2.700 euro al mese e fai due legislature e te ne vai. Quindi o sei appassionato o te ne vai. Stiamo facendo una rivoluzione”. In corso “c’è la terza guerra mondiale, ma non la fanno con i carri armati, la fanno con le banche, la finanza e la politica. Bisogna andare in Europa con la faccia di dire: signori è cambiata, da oggi l’Italia cambia…”.


















