Sarà il medico legale Paolo Procaccianti attraverso l’autopsia, assieme al guanto di paraffina, a stabilire la dinamica dell’omicidio del vigile urbano Mirco Vicari, durante un presunto furto nel suo appartamento. L’esame, che sarà effettuato domani mattina, dovrà chiarire se il colpo sia partito accidentalmente nella colluttazione o se i presunti ladri abbiano impugnato la pistola d’ordinanza del poliziotto per puntargliela contro.
Tra ieri pomeriggio e stanotte gli inquirenti hanno interrogato decine di pregiudicati della zona di Altarello, dove viveva Vicari. Sono stati fatti anche diversi stub, degli esami per rilevare tracce di sparo.
Tra le tante persone, sono state ascoltate anche due colleghe di Mirco Vicari. Secondo quanto si apprende, l’agente di polizia municipale avrebbe confidato alle due donne che voleva farla finita a causa delle pessime condizioni economiche, raccontando che se avesse commesso l’estremo gesto, avrebbe fatto in modo di farlo apparire un omicidio. Gli investigatori dal primo momento avevano dubbi sulla rapina, commessa in pieno giorno nella modesta casa di un uomo che guadagnava 900 euro. La messa in scena del suicidio è una delle ipotesi che stanno percorrendo gli investigatori sulla vicenda che appare sempre più un rompicapo.












