“Servono le attrezzature per mettere in sicurezza tutto il percorso, mi riferisco alle transenne, ai bagni chimici. Serve un’autoambulanza in più, ma serve anche una maggiore dotazione di acqua. Ho rappresentato tutto al comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica al quale ho partecipato in Prefettura ad Agrigento”. Lo ha spiegato il sindaco di Lampedusa e Linosa Giusi Nicolini mentre da Agrigento si sposta verso Palermo per raggiungere l’assessorato ai Trasporti. “Chiederò all’assessore che incontrerò in giornata – dice Nicolini – la sostituzione, per tre giorni, del traghetto, la Lauranà al posto della Paolo Veronesè perchè altrimenti non riusciremo a fare arrivare per tempo tutto il materiale che ci serve per allestire il percorso”. “I miei compaesani sono contentissimi, non si pensa ad altro, non si parla d’altro – dice il sindaco – Ieri sera, a decine si sono messi a disposizione venendomi a cercare e dicendomi di essere pronti, a qualsiasi cosa, a qualsiasi ora, per la riuscita dell’evento, per la piena accoglienza del santo padre. Non sappiamo ancora cosa l’isola regalerà a papa Francesco – conclude – Siamo in costante contatto con il suo cerimoniale, in Vaticano, e stiamo pensando a qualcosa di speciale che non sia la solita tartaruga o comunque non solo. Ci vuole qualcosa di speciale per suggellare un momento storico”.

“Non solo un fatto epocale, ma anche un forte segnale per Lampedusa che esce dall’isolamento e dalla solitudine in cui per decenni è stata confinata. Una visita, quella di Papa Bergoglio, dal doppio significato: di concreta vicinanza agli immigrati, ma soprattutto alla popolazione lampedusana che da decenni vive una situazione particolare”. Lo ha affermato il deputato regionale e leader di Voce Siciliana, Michele Cimino, a commento della notizia dell’arrivo nell’isola di Papa Francesco, in programma lunedì prossimo che continua: “Non è un caso che proprio in questo momento, nel quale ancora una volta l’isola si trova al centro di un instabile Mediterraneo, con venti di crisi che soffiano su diversi Paesi, il Papa abbia avvertito il bisogno di essere presente per lanciare da Lampedusa, porta aperta dell’Europa, un forte ed accorato appello alla Pace, alla responsabilità di tutti perché ci si prenda cura dei nostri fratelli immigrati. La visita del Pontefice rappresenta anche un segnale chiaro e lampante della Chiesa che Papa Francesco intende disegnare con il suo Pontificato: una Chiesa umile, attenta ai bisogni degli ultimi e dei disperati.


Come quella che, da qualche anno, Mons. Francesco Montenegro, sta portando avanti con il suo episcopato nell’intera Arcidiocesi di Agrigento”.

“Il pellegrinaggio di Papa Francesco a Lampedusa resterà nella storia dell’isola frontiera meridionale dell’Europa come un momento di grande umanità e comprensione rispetto uomini e donne che a migliaia arrivano ogni anno a Lampedusa in cerca di una vita migliore. Un segno di speranza e di grande attenzione mostrato da Papa Francesco nei confronti dei più deboli. Ma la visita del Pontefice sarà anche l’occasione per mostrare al mondo non solo le bellezze naturali dell’isola ma soprattutto il grande spirito d’accoglienza e solidarietà dei lampedusani i quali, con non poche difficoltà, accolgono i migranti. L’auspicio è che la visita di Papa Francesco spinga le istituzioni europee ad occuparsi finalmente di questo dramma che troppe sofferenze e vittime ha già causato”. Lo dichiara Nino Bosco, deputato siciliano del Pdl.