Concluse le operazioni di voto per il rinnovo del Consiglio dell’Ordine provinciale degli Architetti, a spoglio quali ultimato il dato restituito dalle urne sembra incontrovertibile: degli undici consiglieri uscenti, di cui 4 non ricandidatisi, ben 7 hanno ottenuto la riconferma.

Ad essere rieletti sono stati il presidente ed il vicepresidente uscenti, rispettivamente il riberese Giuseppe Mazzotta ed il licatese Giuseppe Antona, ed i consiglieri Alfonso Cimino e Pietro Fiaccabrino, di Agrigento, Ignazio Gallo e Massimiliano Trapani, di Sciacca. Per la “sezione B” le preferenze sono andate a Giovanni Raineri, di Licata.


I nuovi eletti sono, invece, l’agrigentino Giuseppe Grimaldi, il favarese Calogero Giglia, il canicattinesi Giuseppe Lalicata ed il sangiovannese Giuseppe La Greca.

Il presidente Giuseppe Mazzotta: “Possiamo dirci particolarmente soddisfatti del risultato elettorale, confermo che la compattezza degli architetti agrigentini è la loro forza e li contraddistingue nell’agire ai vari livelli, sia regionale che nazionale. È in un clima di positiva proposta che sono state chiuse le votazioni per il rinnovo del Consiglio dell’Ordine dei circa 1500 architetti della provincia di Agrigento. Un grazie particolare va rivolto a Rosa Maria Corbo, Riccardo Lombardo, Emanuele Maratta e Simona Sanzo, che hanno dato un contributo prezioso alle attività organizzate nella passata consiliatura”.

Presente anche l’agrigentino Rino La Mendola, a lungo presidente provinciale e in atto vicepresidente del Consiglio nazionale, che ha voluto augurare buon lavoro al neo eletto consesso: “Un augurio al nuovo Consiglio è d’obbligo – ha detto La Mendola – perché dovrà affrontare un momento difficile per una professione che sta risentendo della crisi, dovuta non solo alla particolare congiuntura economica internazionale ma anche agli effetti di un quadro normativo che chiude il mercato ai giovani e a quei professionisti che non siano titolari di strutture con un gran numero di dipendenti ed alti fatturati. Il tema, peraltro, è al centro delle politiche del Consiglio nazionale che sta interloquendo con il Governo ed il Parlamento neo eletti al fine di abrogare quelle norme che non consentono al giovane di collocarsi dinamicamente all’interno del mondo del lavoro”.

Tutte le operazioni di voto sono state presiedute dall’architetto Giovanni Bonsignore, coadiuvato dai colleghi Calogero Brunetto, Roberto Campagna, Calogero Fretto e Vito Prato.