Oggi l’Assemblea regionale discuterà la mozione di sfiducia al governatore Rosario Crocetta, presentata dai Cinquestelle e firmata anche da tre deputati regionali della lista Musumeci e dal parlamentare del Pdl Marco Falcone. Anche se risicati, i numeri sulla carta sono dalla parte del presidente della Regione: Crocetta può contare su 46 voti (compreso il suo), il minimo necessario per respingere la sfiducia. Ma dall’opposizione i segnali non vanno nella direzione dell’unità. Anzi.
“Sono molto sereno – dice il governatore -, in questo primo anno di governo so di avere lavorato per il bene della Sicilia e dei siciliani. Il Parlamento è libero di fare le proprie scelte, certo è che se passa l’idea ‘sfascista’ il prezzo per i siciliani sarà altissimo, ma anche per la politica che segnerà l’ennesimo atto di rottura con i cittadini”.
Crocetta dice di aver letto il testo della mozione, ritenendolo “immotivato”. “Scrivere che faccio chiacchiere sulla legalità è incredibile e nessuno può dire che questo primo anno di governo l’ho trascorso senza lavorare”, afferma il governatore, che pur riconoscendo l’autonomia del Parlamento aggiunge: “Trovo singolare che chi viene eletto da popolo possa essere sfiduciato dalla politica”. “Sarebbe più corretto – prosegue – lasciare giudicare ai cittadini”.
Per Crocetta l’assenza di un governo, dovuta all’eventuale voto favorevole dell’aula alla sfiducia, “avrebbe effetti devastanti per la Sicilia”. Il presidente della Regione cita “la spesa dei fondi comunitari, gli appalti per le opere pubbliche, le migliaia di precari, la programmazione dei fondi Ue 2014-2020”. “La conseguenze sarebbe quella di far precipitare una situazione che nei fatti – afferma – ha aperto nuove speranze per i siciliani e che ha dato credibilità alla nostra Regione a livello nazionale e internazionale, come recentemente confermato dalle Agenzie di rating”. Quindi un messaggio al parlamento: “Governiamo insieme, ma questo non significa allargare il governo ad altre forze politiche, ma intendersi sulle cose da fare”.
Contro la mozione, in aula per la maggioranza interverrà il capogruppo del Pd, Baldo Gucciardi, l’artefice della mediazione che negli ultimi giorni ha consentito di riportare un pò di serenità tra il governatore e i falchi democratici, che avevano ottenuto in direzione regionale il ritiro dell’appoggio del partito a Crocetta. Voterà contro la sfiducia anche l’Udc che si aspetta però una maggiore sinergia tra il governo e la maggioranza che lo ha eletto. Occhi puntati sull’opposizione. Il Pdl riunirà il gruppo parlamentare mezz’ora prima della seduta, mentre il Pid-Grande Sud ascolterà Crocetta in aula e poi deciderà come votare. Libertà di voto, invece, per i deputati del Pds-Mpa.
















