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Sicilia, Autotrasporto: Maurizio Longo interviene sulla lettera aperta di Salvatore Bella

Scritto da il 31 ottobre 2013, alle 06:39 | archiviato in Politica, Politica Campobello di Licata, politica sicilia. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

Riceviamo e pubblichiamo:

1.    E’ chiaro che la lobby di cui si riferisce Bella è quella di un gruppo di associazioni (unatras) i cui vertici determinano da anni le condizioni normative e dispositive dell’autotrasporto italiano sia per il tramite della Consulta (chiusa dal Governo Monti), sia per il tramite dell’Albo. Il numero delle associazioni presenti in unatras, che vanta numeri di rappresentanza di cui realmente non dispone, è tale da determinare le scelte hanno condizionato le istituzioni e la politica. Scelte che tra l’altro si sono dimostrate funeste, come ad esempio l’intesa del 2010 (non sottoscritta da Trasportounito) che ha prodotto la Legge 127/10 sulle misure a favore dell’autotrasporto ma che in pratica si è dimostrata fumosa e inapplicabile. Oggi paghiamo il prezzo anche di quelle scelte sbagliate. Altro esempio di Lobby lo potrei fornire evidenziando la spartizione dei rappresentanti dell’autotrasporto nelle Autorità portuali: a Trasportounito non è stato assegnato neanche un rappresentante. Questa è discriminazione sindacale perché anche le imprese aderenti a quella associazione pagano le quote dell’albo;

2.       Il Cnel è in realtà un carrozzone che costa alla collettività 20 milioni di euro. Vi partecipano da anni Confederazioni che, anche sotto il profilo numerico, non rappresentano più il tessuto imprenditoriale del Paese. E quindi cnel, Albo degli autotrasportatori, autority dei trasporti, autorità portuali e tanti altri enti, che costano alla collettività centinaia di milioni di euro, dovrebbero essere ridimensionati o addirittura chiusi poiché, nei fatti, il loro valore aggiunto è praticamente vicino allo zero.

In ultimo, devo dire, sarà un caso, ma la nomina di consigliere al Cnel del signor Uggè unitamente a quella di un rappresentante degli autotrasportatori della Cna, è avvenuta nel periodo in cui si sottoscrisse il citato protocollo con il Governo del giugno 2010, in cui tra l’altro, le associazioni dell’autotrasporto firmatarie ebbero il coraggio di siglare la “pace sociale” fino alla fine del 2011;

3.       In merito alle risorse economiche dobbiamo essere molto chiari: nessuno rinuncia alle risorse economiche. Però queste devono accompagnare una strategia come ad esempio quella di favorire l’uso delle infrastrutture del mare, soprattutto per gli operatori della Sicilia.

La questione che solleviamo è la seguente: in vent’anni lo Stato ha buttato nel buco nero dell’autotrasporto oltre 6 miliardi di euro, circa 400 milioni all’anno. Ci dobbiamo domandare quanti soldi sono stati effettivamente incassati dalle imprese ? di quanti ne ha beneficiato la committenza mediante il ribasso delle tariffe ? quanti di questi soldi hanno alimentato il circuito, tanto caro a Uggè & C., dei pedaggi autostradali ? Ma soprattutto ci dobbiamo domandare a cosa sono serviti se le imprese non riescono a farsi pagare grazie a norme inapplicabili ? ovvero sono destrutturate, deboli e destrutturate al punto che per sopravvivere sono costrette ad imbrogliare ?

In sostanza la fotografia fallimentare dell’autotrasporto italiano non è figlia della diffusa crisi economica, che si fronteggia generalmente con la riduzione del parco veicolare, bensì di una sciagurata politica normativa dell’autotrasporto che da anni è portata avanti da vertici associativi i quali, in estrema sintesi, possono dividersi in due categorie: coloro che manifestano grande incompetenza e coloro che utilizzano la competenza per interessi di ristrettissime cerchie.

Segretario Nazionale Trasportounito

Maurizio Longo



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