Gaetano Moscato, di Licata, è il nuovo presidente del Consorzio acquedottistico del Tre Sorgenti che ha sede a Canicattì. La sua nomina è avvenuta  durante la riunione del comitato dei sindaci che ha anche provveduto ad eleggere il nuovo consiglio d’amministrazione.

Ne fanno parte: Angelo Marino di Palma di Montechiaro che ricoprirà la carica di vice presidente, Aristotele Cuffaro di Grotte ed Antonio Mortillaro di Ravanusa. Si tratta di personalità nominate dai sindaci dei rispettivi Comuni di residenza.


Il nuovo presidente prende il posto del commissariato straordinario che nei mesi scorsi era stato nominato alla guida dell’ente da parte della Regione. Si tratta dell’ingegnere Salvatore Falzone, funzionario dell’Urega di Caltanissetta.

L’elezione del nuovo presidente e del Cda segna la nascita di aspre polemiche all’interno del comitato dei sindaci. Infatti, il sindaco di Canicattì Vincenzo Corbo al momento della votazione ha abbandonato l’aula ribadendo ancora una volta che l’amministrazione comunale da lui presieduta era contraria all’elezione di un nuovo consiglio d’amministrazione e quindi di un nuovo presidente e che invece gli impianti andavano ceduti alla Girgenti Acque società che in provincia di Agrigento si occupa della distribuzione delle risorse idriche.

Il Comune di Campobello di Licata, invece, al momento della votazione si è astenuto. Bisogna ricordare che i Comuni di Licata e Palma di Montechiaro detengono la quota di maggioranza del Consorzio. Mentre Canicattì e Campobello di Licata rispettivamente il 22% e l’8% delle quote.

«Il Tre Sorgenti – attacca Vincenzo Corbo – non aveva bisogno di eleggere un nuovo presidente ma l’ente doveva invece essere sciolto mentre doveva avvenire il passaggio degli impianti all’Ato Idrico di Agrigento mettendo quindi la parola fine ad un contenzioso che va avanti ormai da anni. Come amministrazione comunale non siamo disponibili a versare nelle casse dell’ente nemmeno un centesimo e se vi sono debiti pregressi ho anche avvertito i miei colleghi che siano loro a farsene carico per ripianarli. Inoltre non siamo disposti a versare somme di denaro in sede di approvazione di bilancio di previsione per far quadrare i conti».

Del Consorzio Tre Sorgenti fanno parte i Comuni di Canicattì, Campobello di Licata, Ravanusa, Licata, Palma di Montechiaro, Grotte e Racalmuto. Quest’ultimo ente, sciolto per mafia ed attualmente guidato da tre rappresentanti prefettizi, non ha preso parte alla riunione di ieri mattina. L’ultimo presidente che aveva guidato il Consorzio prima dell’arrivo del commissario straordinario nominato dalla regione era stato sempre un altro professionista licatese l’avvocato Giuseppe Malfitano.