Un anno e due mesi di reclusione sono stati inflitti ad Angelo Comparato, 50 anni, di Licata, accusato dei reati di resistenza, minacce e oltraggio a Pubblico ufficiale. La sentenza è stata emessa dal giudice monocratico del Tribunale di Agrigento, Sebastiana Zuppardi. Parte offesa e vittima della vicenda giudiziaria Giovannella Incorvaia, 50 anni, attuale comandante del Corpo di Polizia Municipale del Comune di Licata. Tutto quanto è scaturito durante un normale servizio di controllo del territorio urbano. Una pattuglia di vigili urbani diretti proprio dalla Incorvaia, hanno fermato un’auto con alla guida Angelo Comparato, con la richiesta di esibire i documenti personale e del veicolo. L’uomo avrebbe subito riferito di essere sprovvisto di patente di guida. Da qui è partito l’invito all’automobilista di scendere dalla vettura per seguirli al Comando. La reazione del licatese è stata veemente a tal punto da apostrofare in malo modo gli uomini in divisa, per poi minacciarli di picchiarli e successivamente di morte, qualora gli agenti stessi avessero persistito nel loro intento di farlo scendere dalla macchina. Il tutto in un luogo trafficato e sotto gli occhi di decine di curiosi. Trasferito senza non poche difficoltà presso la sede dei vigili urbani, durante gli adempimenti di rito l’imputato avrebbe minacciato di morte anche il comandante Giovannella Incorvaia. Inoltre avrebbe pronunciato frasi offensive alla donna.