Dopo la sfiducia al presidente del Consiglio comunale Mimmo Licata, firmata da 21 consiglieri su 30, lo stesso commenta  così la decisione presa dal Civico consesso:

“La città affonda nella crisi più nera e anziché onorare il proprio mandato istituzionale, intervenendo per trovare soluzioni ai problemi della collettività, si pensa alla mozione di sfiducia al Presidente del Consiglio come se fosse questa l’architrave della progettualità politico amministrativa di una città.


Una mozione non legata alle violazioni di leggi e regolamenti ma a questioni di carattere squisitamente politico e di rapporti personali con il capo dell’Amministrazione comunale, al quale si sono collegati invidie e rancori di qualcuno dentro, e ciò che è più grave, fuori l’aula del Consiglio comunale.

Non ho chiesto atti di clemenza perché mi sono sempre comportato nel pieno rispetto delle regole, della legalità, ma soprattutto nel rispetto della mia città, dei miei concittadini e dell’aula che ho rappresentato.

Il ragionare con la mia testa e il NON CHINARMI AL POTERE mi ha fatto subire la mortificazione e l’umiliazione di una mozione di sfiducia.

Ne sono orgoglioso al punto che rifarei tutto da capo.

Non c’è poltrona che possa ripagare la LIBERTÀ e la DIGNITÀ di un uomo, di un politico e di un cittadino.

Grazie a coloro, veramente tanti, che mi sono vicini e che continuano a dimostrarmi affetto e stima.

Non ci arrenderemo!!!! “

Mimmo Licata