A seguito della pubblicazione di un articolo, inviatoci dal sindacato Csa, a firma del Dr. Paolo Adamo, abbiamo ricevuto una nota ufficiale, inviataci dal segretario generale del comune di Canicattì, Dr. Domenico Tuttolomondo, in replica all’articolo apparso su Canicattiweb.

La nostra testata  tiene a precisare che , da sempre, è stata equidistante dalle posizioni assunte dai lettori, siano essi rappresentanti di Enti pubblici, privati o semplici cittadini. Sul nostro portale , da sempre, tutti hanno potuto esprimere le loro opinioni avendo spazio e disponiblità al dialogo.


Anche in questa occasione, invitiamo a non strumentalizzare l’intera vicenda con commenti lesivi della dignità altrui.

Di seguito la nota integrale del segretario generale del Comune:

“Egregio signor Davide Difazio, Direttore del sito web canicattiweb.com, con la presente – pur senza voler alimentare strumentali polemiche – raccolgo il Suo seguente invito:

“…in un momento economico così importante e difficile, la compartecipazione dei cittadini e l’integrazione con la macchina amministrativa e le istituzioni, possa costituire quella giusta valvola di sfogo che limiti e addirittura eviti forme di esasperazione sociale e collettiva.”,

per smentire – ancora una volta – le inesattezze raccontate nella nota a firma Paolo Adamo, Rappresentante Sindacale Unitario del Sindacato C. S. A., pubblicata in data 3 gennaio 2014 su codesto sito, che sono rivelatrici di un pericoloso approccio alla funzione pubblica svolta dal dipendente in questione.

Ciò, pur nella consapevolezza che le affermazioni contenute dimostrano l’uso continuo ed incondizionato della tecnica del sospetto e dell’accusa (generica e immotivata) finalizzata ad operare discredito e suscitare allarme sociale. La nota in esame infatti rappresenta l’ultima (solo in ordine di tempo) di una serie di lettere usate come metodo per fare un’analisi superficiale e lanciare ingiurie indecenti; alimentate dalla manipolazione della realtà; ha il solo fine di inviare larvate minacce, nelle quali la visione del bene comune è totalmente assente.

L’autore della nota, tante volte approfittando del ruolo sindacale, ha tentato di dare veste alle censure rappresentate quasi che fossero delle legittime lagnanze, ma in realtà dimostrando di non svolgere la propria attività sindacale in maniera serena e scevra da coinvolgimenti personali, .ma cercando e trovando pretesti per assumere toni e livelli di forte conflittualità, non si comprende per quali fini. Nel Comune c’è una realtà fatta di correttezza e di partecipazione (con i limiti e gli spazi per ulteriori miglioramenti, che vengono sempre ricercati). L’amministrazione e la burocrazia hanno dato, in sinergia, nel tempo, risposte serie, uniche ed efficienti.

Ogni misura adottata, ogni sforzo viene minimizzato, anzi ignorato, e si parla di taglio delle figure dirigenziali (anzi di “cacciare”, dimostrando una acredine non comune), sottacendo che la riorganizzazione della struttura comunale è stata già operata da anni ormai, con la riduzione del ruolo dirigenziale (che contava otto unità) a cinque. Oggi -difficilmente si potrebbero ipotizzare ulteriori riduzioni senza incidere negativamente sui servizi. Si parla di retribuzioni scandalose dei dirigenti; nel ritenere che la categoria del “troppo” è decisamente vaga e non aiuta, potrebbe forse essere una soluzione demandare al rappresentante -R.S.U.

Stabilire quanto deve guadagnare un dirigente del Comune di Canicattì? I dirigenti comunali percepiscono una retribuzione che risulta essere quella prevista dalle vigenti disposizioni contenute nei contratti collettivi di lavoro e che comunque è enormemente inferiore ai dati sensazionalistici indicati (circa C 6.000.000 in sette anni). Infatti le retribuzioni percepite annualmente dai dirigenti ammontano mediamente (e al netto della tassazione prevista dalla legge) a circa 42/49 mila euro, come può essere agevolmente verificato dal prospetto da tempo ormai reso pubblico sul sito Intemet istituzionale del Comune.

Per quanto Concerne la manovra finanziaria che ha costretto l’ente ad aumentare la tassazione, si fa notare che l’attuale situazione economica nazionale ha portato la maggior parte dei Comuni d’Italia ad operare in tal senso e tuttavia il Comune di Canicatti è riuscito a non far pagare (a differenza di molti Comuni della provincia e di tutta Italia) la cosiddetta mini-imu , che avrebbe colpito i possessori di abitazioni principali, evitando di alzare l’aliquota al di sopra del valore base del 4 per mille stabilito dalla legge statale.

L’attività dei dirigenti e del segretario dell’ente è oggetto di apposite procedure valutative (disciplinate dalla legge) da parte di uno specifico organismo di valutazione, il quale certifica il grado di raggiungimento degli obiettivi, da parte di ogni singolo soggetto valutato e le forti critiche manifestate (spesso denigratorie) non trovano riscontro non solo nelle opinioni dei valutatori ma anche di coloro che quotidianamente con essi vengono a contatto per motivi di lavoro.

Peraltro la classe dirigenziale di questo Comune ha dato fama di senso di responsabilità proprio in occasione della stipula del nuovo contratto collettivo di lavoro decentrato quando l’amministrazioni, i rappresentati sindacali dei dirigenti, al fine di ottenere un contenimento della spesa del personale, di comune accordo – consapevoli della necessità di adottare delle iniziative mirate alla riduzione dei costi hanno raggiunto l’intesa per urta riduzione della misura della retribuzione di risultato dei dirigenti di circa il 33% rispetto a quella precedentemente in vigore.

Assolutamente destituiti di qualsiasi fondamento risultano essere le affermazioni circa gli incarichi espletati dal Segretario Generale dell’ente in (presunta) assenza delle previste autorizzazioni e che (non si comprende per quale motivo) dovrebbero comportare la devoluzione all’erario delle relative retribuzioni. Non si comprendono quali possano essere i motivi che portano un dipendente a contestare i criteri di scelta di enti diversi dal Comune presso il quale opera, nella considerazione che la scelta effettuata dal “Consorzio Tre Sorgenti” e dal “Consorzio per la legalità e lo sviluppo “. di avvalersi dell’attività professionale del Segretario Generale in servizio presso il Comune di Canicatti (al fine di dotarsi di una figura infungibile e necessaria all’espletamento della normale attività, che in ogni caso va individuata a prescindere della persona fisica chiamata a svolgere l’incarico) risponde – si ritiene – a canoni di riconosciuta competenza, fiducia e stima professionale e comunque si intesta a organi diversi da quelli operanti presso questo Comune.

Risulta evidente che essendo la suddetta una attività professionale la stessa viene (moderatamente e non con le cifre indicate) remunerata e risulta deplorevole il tentativo di denigrare il lavoro altrui, in particolare se ciò avviene ad opera di chi intesta la propria contestazione ad una sigla sindacale.

Per l’attività prestata (previa autorizzazione preventiva del Sindaco) presso i suddetti enti vengono percepite le sotto elencate retribuzioni: •

“Consorzio per la legalità e Io sviluppo”: retribuzione mensile pari ad euro 500,00 (retribuzione decurtata – con il consenso spontaneo dell’interessato -del 50% rispetto all’ammontare previsto nello Statuto dell’ente).

Peraltro, lo scrivente con nota del maggio 2013 ha comunicato al Presidente dell’ente le dimissioni dalle funzioni per motivi personali, comunque assicurando la provvisoria copertura dell’ufficio fino alla nomina del nuovo Segretario.

– ”Consorzio Tre sorgenti”, retribuzione di circa 1.000,00 euro mensili (senza costi per trasferte, che in precedenza gravavano in maniera aggiuntiva e pesantemente sui costi del Consorzio). Solo per completezza di informazione si sottolinea che per mera liberalità lo scrivente, con formale nota, ha rinunciato (al fine di contenere i costi) per un periodo di tempo determinato al 15% della predetta indennità.

Appare superfluo evidenziare che i suddetti incarichi sono a costo zero per il Comune di Canicattì, il quale non sopporta alcun onere e non aggravano in alcun modo le spese degli enti che hanno conferito gli incarichi, trattandosi di figure indefettibili.

Questo ente, pur vivendo le dure problematiche che caratterizzano l’attuale periodo storico, ha provveduto da tempo ad avviare un’azione di attenta amministrazione e di revisione della spesa, i cui risultati ovviamente non potranno essere immediati, ma sono comunque percepibili, tanto che in un panorama che vede coinvolti in dissesti economici enti di maggiore dimensioni, il Comune di Canicatti – non senza difficoltà – è riuscito a rispettare negli ultimi anni il patto di stabilità, a avviare processi di razionalizzazione e ottimizzazione (tra i quali la revisione del sistema di gestione dell’illuminazione pubblica al fine di porre in essere un risparmio di spesa quantificabile intorno al 30% , dell’attuale costo), pur evitando – laddove non indispensabile – di adottare provvedimenti finalizzati ad aggravare i costi per gli utenti, come pure è stato formalmente proposto in tema di procedimenti edilizi dal dr. Adamo, il quale solo pochi mesi fa ha sottoscritto un atto da sottoporre alla Giunta Comunale, che – qualora approvato – avrebbe comportato un notevole aumento dei costi dei procedimenti finalizzati ad ottenere concessioni e autorizzazioni edilizie dei cui proventi avrebbe anche beneficiato il suddetto, quale (autopropostosi) compartecipe del progetto.

Senza dubbio si può affermare che tra le difficoltà economiche incontrate dal Comune una larga parte sono state costituite dai debiti fuori bilancio (per pratiche risalenti nel tempo e con particolare riferimento alle procedure espropriative e ad incarichi legali).

Già do tempo sono state attivate procedure e misure finalizzate a contenere l’insorgere di debiti fuori bilancio da incarichi legali, adottando in materia le indicazioni nel tempo elaborate dalla magistratura contabile in maniera da ridurre al minimo l’aumento della spesa per imprevisti.

Inoltre, nell’ambito delle misure organizzative adottate è stata costituita l’Avvocatura comunale con conseguente contenimento dei costi. Infatti è stata registrata una riduzione drastica dell’affidamento all’esterno del contenzioso legale, quasi eliminando quella che nel passato è stata una delle più frequenti cause di debiti fuori bilancio per il pagamento di parcelle professionali.

Un ulteriore aspetto di rilievo, per la ricaduta economica che esso ha comportato ai fini dei contenimento della spesa, riguarda il drastico contenimento di incarichi di consulenza e collaborazione a soggetti esterni, con notevole riduzione dei costi a carico dell’ente.

Non si ritiene di soffermarsi sulle ulteriori affermazioni che possono facilmente essere smentite e verificate da chiunque ne avesse voglia e che palesemente mostrano il fine della nota, che ha come unico scopo quello di svilire l’attività dell’ente, contestare ogni misura organizzativa, evidenziare presunte carenze e sprechi, ma soprattutto cercare di condizionarne l’operato con l’arma del discredito. “

Il segretario generale

Dr. Domenico Tuttolomondo