Le nuove regole sulla formazione professionale introdotte dal governo regionale calano la scure sugli enti. Dai requisiti sulla qualità delle strutture fino ai conti separati e alle norme anticorruzione, i nuovi paletti hanno già decimato le strutture che aspirano all’accreditamento, ovvero alla patente per tenere le lezioni. Se a novembre 2011 gli enti accreditati erano stati 1.964, adesso quelli che hanno presentato istanza dimostrando di rispettare i nuovi parametri sono 680, mentre altri 72 non hanno completato in tempo le procedure (la scadenza era fissata lo scorso 15 gennaio). Infine 13 enti risultano registrati ma non hanno neanche avviato le pratiche.
Gli enti hanno avuto sei mesi di tempo per adeguarsi. Chi non c’è riuscito potrà comunque farlo in futuro, se dimostrerà di possedere i requisiti, e ripresentare istanza. Ma per un “accreditamento di base”, che limita le attività a un massimo di 1800 ore di formazione.
Adesso l’assessorato avrà 60 giorni di tempo per verificare il rispetto dei requisiti e procedere con un’ulteriore scrematura, mentre il nuovo sistema dovrebbe partire il prossimo autunno.

Gli enti di formazione avranno l’obbligo di assumere i dipendenti in esubero di altre strutture, dando priorità a coloro che hanno la residenza più vicina alla sede dove si svolgeranno i corsi. I lavoratori, dal canto loro, non potranno rinunciare se il nuovo posto rientrerà nel raggio di 40 chilometri dalla loro abitazione, pena l’espulsione dal sistema e la perdita ad ogni garanzia contrattuale. Così il dipartimento regionale alla Formazione vuole salvare i circa 300 lavoratori che rischiano di perdere il proprio posto con l’avvio dei nuovi corsi, partiti dalla fine del 2013.