Rapinatore seriale di banche, ma galante: armato di taglierino dal luglio al dicembre del 2013 avrebbe assalito otto istituti di credito in Sicilia, per un bottino complessivo di oltre 90 mila euro, ma prima di scappare mandava baci alle dipendenti delle filiali. È l’accusa contestata al catanese Salvatore Cavallaro, 32 anni, arrestato dalla squadra mobile di Ragusa in esecuzione di un ordine di carcerazione. A tradirlo anche una sua caratteristica fisica: è alto 1,98 metri.
Il rapinatore, dall’accento marcatamente catanese secondo quanto testimoniato dalle vittime, agiva a volto scoperto senza alcun timore di essere ripreso, addirittura nonostante la giovane età, con spregiudicatezza, al termine delle rapine mandava baci alle dipendenti delle filiali, da qui l’odierna operazione di Polizia è stata denominata “Smack”.
Cavallaro oltre a compiere le rapine puntando il taglierino sia ai dipendenti sia ai clienti, agiva sempre in pochi minuti; fatto ingresso in banca, si avvicinava alle casse e con un balzo saltava il bancone ed estraeva il taglierino; dopo aver rassicurato i dipendenti li incitava a mettere tutto il denaro in cassa e si lamentava qualora fossero lenti o avessero poco denaro disponibile. La particolarità che destava particolare attenzione era l’altezza del rapinatore, difatti 198 centimetri non passano inosservati, ma nonostante tutto non si riusciva ad individuarlo.
Considerata l’altezza e che soggetti del genere possono chiedere l’esenzione dal ticket sanitario per gigantismo è stata effettuata una certosina indagine anche su tutti i richiedenti l’esenzione presso l’Asp di Catania, ma anche questo tentativo è andato in fumo. Gli investigatori della Squadra Mobile ragusana, dalle analisi dei fotogrammi inseriti nel sistema della banca dati dei detenuti, sono riusciti a scorgere una somiglianza con un soggetto arrestato in una brillante e rischiosa operazione del Commissariato di Polizia a Palma di Montechiaro (Ag), durante una rapina ai danni di un Istituto di Credito.
Estrapolata la fotografia, gli operatori di Polizia della Squadra Mobile, coordinati dalla Procura della Repubblica di Ragusa, si sono recati in tutte le filiali rapinate. Attraverso un attento riconoscimento fotografico effettuato dai dipendenti e clienti presenti al momento delle rapine, si suffragavano gli elementi raccolti mediante la comparazione delle immagini degli impianti di videsorveglianza e delle foto presenti in banca dati. L’attività d’indagine è stata condotta dalla Squadra Mobile di Ragusa e dalle consorelle Squadre Mobili di Messina, Siracusa e Catania, con il fondamentale apporto dei Commissariati di Avola, Palma di Montechiaro, Modica, Comiso e di Capo d’Orlando.
Il 14 febbraio, per San Valentino, il rapinatore gentiluomo è stato catturato nella sua abitazione di Camporotondo Etneo (Ct) dagli uomini della Squadra Mobile di Ragusa e Catania. Agli agenti che gli hanno chiesto il motivo di quei baci, il delinquente ha risposto: “Così, per gioco”.












