“È una cosa inaudita, anche se non si tratta di un caso isolato”. Il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, intervenendo alla trasmissione “Start, la notizia non può attendere” in onda su Radio1, ha commentato la notizia riportata da un noto quotidiano secondo cui in Spagna esiste una catena di ristoranti che si chiama “La Mafia”.
Conta 34 locali, disseminati in varie città della penisola iberica, e circa 400 dipendenti. Sulla vetrina di ogni ristorante campeggia una rosa rossa e la scritta “La Mafia”. “È una espressione – ha aggiunto il governatore – che deve urlare orrore, per le migliaia di morti che ha prodotto. Ed invece è grave che possa essere accettata disinvoltamente in un Paese democratico come la Spagna”.
“Oggi stesso – ha annunciato Crocetta – scriverò una lettera di protesta al presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz. Anche in Europa c’è una risoluzione ben precisa che riguarda la lotta alla mafia, che non è una prerogativa esclusiva dell’Italia. La Spagna è stata uno dei Paesi più a rischio in questi anni. Capitali mafiosi si sono tasferiti in Spagna disinvoltamente. Bisogna che ci sia una solidarietà europea”.
“Il messaggio lanciato dalla catena di ristorazione spagnola ‘Mafia’ è di una gravità inaudita e risulta offensivo nei confronti delle vittime innocenti della violenza mafiosa. Già diverse volte, in passato, mi sono espressa sul punto”, ha detto Sonia Alfano, eurodeputata e presidente della Commissione Crim sul crimine organizzato, la corruzione e il riciclaggio di denaro.
“Ciò che deve preoccupare maggiormente – ha aggiunto – sono l’inconsapevolezza dei cittadini spagnoli e l’immobilismo delle autorità locali. Nella penisola iberica, come in tutti gli altri Paesi europei si evoca con leggerezza il fenomeno mafioso perché non se ne conoscono realmente la gravità e l’incidenza sulla vita di tutti i cittadini. Anche in Austria si sono verificate circostanze simili. Tale malcostume è particolarmente grave perchè legittima le cosche ormai radicate su tutto il territorio europeo. La Crim, in diciotto mesi, ha predisposto un testo complesso e articolato per dotare gli Stati Membri di tutti gli strumenti utili per il contrasto del crimine organizzato transnazionale. Se in tutti gli ordinamenti venissero introdotte le misure da noi suggerite e approvate lo scorso 23 ottobre dalla plenaria del Parlamento Europeo – conclude – sicuramente anche l’approccio della collettività e delle varie autorità nazionali cambierebbe”.












