Dalla prossima settimana porte aperte allo stabilimento della Ecoface. L’impianto, che si trova nella zona industriale di Campobello e Ravanusa, sarà in grado di trattare fino a 14.000 tonnellate di rifiuto secco all’anno, valorizzando i vari materiali in modo da consentirne un pieno riciclo.
Il complesso è caratterizzato da una linea di selezione, capace di separare ciascun materiale in base al peso e alla massa, da una pressa e da una pesa a ponte per autoarticolati.
Inoltre, all’interno dell’edificio si distingue un’area speciale delimitata da ampie vetrate, che ospita gli uffici e la zona destinata a eventi e formazione.
Infatti uno degli aspetti sui quali la Ecoface sta cercando di investire maggiormente è proprio quello che vede affiancarsi, accanto all’attività operativa, anche quello comunicativo.
“Tra le nostre parole chiave vogliamo dare risalto alla condivisione e alla formazione, specie attraverso il nostro sito www.ecoface.it e la pagina di facebook, perché non è possibile pensare ad una piena affermazione della raccolta differenziata (come ci chiede la Comunità europea) se non si prende coscienza anche della grande portata culturale contenuta in questa sfida”.
Alla Ecoface, fin dalla prima ora, si è cercato di tenere vivo l’impegno di costruire buone soluzioni per un dialogo con le persone. Perché come dimostrano tante altre esperienze di successo è importante che ciascun cittadino avverta la responsabilità di scegliere la raccolta differenziata e contribuire ad un salto di qualità del luogo in cui vive.
“Siamo sicuri che nei prossimi anni l’argomento differenziata costituirà un asset strategico per ciascuna amministrazione comunale, non solo per gli obblighi imposti dalla legge (il 65% entro il 2015), ma soprattutto perché i numeri ci dicono che riciclando nel modo giusto è possibile rivoluzionare in positivo il sistema di tassazione a carico delle famiglie”.
Sempre dalla prossima settimana sarà anche operativo il servizio di raccolta della Ecoface dedicato alle attività commerciali. Le imprese di Licata, Canicattì, Ravanusa e Campobello potranno richiedere il servizio di ritiro a titolo gratuito, ricevendo la certificazione dell’avvio a riciclo del materiale conferito, requisito fondamentale per richiedere lo sgravio della Tares dal 30 al 40%.
Oggi, in Sicilia, la carenza di impiantistica rappresenta il vero scoglio contro il quale rischiano di infrangersi le speranze della raccolta differenziata. La presenza di una infrastruttura di questo genere, dunque, offre una grande opportunità per tutto il territorio. Un impianto di selezione è come un enorme imbuto in grado di accompagnare nella giusta direzione i materiali da riciclare, invece di lasciare che si disperdano per sempre e che diventino “rifiuti” anziché un vero “patrimonio” di risparmio per tutta la popolazione.














