Grazie all’accordo raggiunto dal governo Crocetta e dalla maggioranza con M5s e Ncd, l’Assemblea siciliana ieri sera ha approvato la norma che istituisce le tre città metropolitane di Palermo, Catania e Messina. La norma è contenuta nel disegno di legge di riforma delle Province regionali, sostituite con i Liberi consorzi. I sindaci delle tre città metropolitane di Palermo, Catania e Messina saranno eletti dalla Conferenza formata dai sindaci degli enti locali aderenti all’area. Lo prevede la norma (art.8) approvata dall’Ars, contenuta del disegno di legge sulla riforma delle Province. L’aula ha anche approvato la norma successiva che detta i tempi ai comuni che non si trovano nelle città metropolitane per aderirvi, ma deve esserci continuità territoriale, staccandosi prima dal Libero consorzio.
La norma sulle città metropolitane, emendata dal Ncd col parere favorevole del governo e della commissione Affari istituzionali, prevede che il territorio delle città metropolitane “coincide con quello delle aree metropolitane individuate con decreto del presidente della Regione del 10 agosto 1995 e dei rispettivi comuni”. L’aula deve votare gli ultimi 4 articoli del ddl che affrontano aspetti tecnici.
“La riforma ha adesso i contorni di una buona riforma: dopo 68 anni abbiamo istituto i Liberi consorzi, e oggi siamo la prima regione italiana a istituire le città metropolitane, in linea con lo statuto siciliano e la costituzione – dice il capogruppo del Pd all’Ars, Baldo Gucciardi – il Pd ha avuto un ruolo determinante in questa riforma, che deve ancora essere completata con gli ultimi articoli e il voto finale. Il voto a favore di M5s e Ncd conferma che le riforme vanno condivise”.
“Stiamo incassando un risultato politico importante”, ha commentato a caldo il governatore della Sicilia, Rosario Crocetta. La norma segue quella che ha istituito i Liberi Consorzi al posto delle Province, abolendo il voto diretto sostituendolo con quello di secondo livello per la composizione degli organismi.
Rispetto al fatto che la norma è frutto di una mediazione con il Ncd e il M5s e non è quella contenuta nel testo iniziale del ddl, Crocetta cita Pasolini: “Nel Decameron Pasolini appare subito nelle vesti del narratore e dice di volere fare un film e alla fine aggiunge che se non è venuto come l’aveva previsto non è detto che non sia venuto meno bello. Ecco io cambio e me ne faccio un vanto, perché un bravo politico cambia opinione: per me è una norma importante”.
“Questa riforma viene rappresentata in maniera distorta, dentro e fuori il Parlamento: piaccia o no, siamo la prima Regione italiana ad aver superato le Province istituendo i Liberi Consorzi di Comuni, e siamo la prima Regione italiana ad aver istituito le città metropolitane”, dice Antonello Cracolici, presidente della commissione Affari istituzionali all’Ars.
“Quella che sta prendendo forma – aggiunge – è una riforma di buon senso, innovativa. Certo, è solo il ‘primo tempo’: nei prossimi sei mesi ogni comune deciderà se far parte delle Città Metropolitane o del Libero Consorzio. Ma è il primo mattone del nuovo modello di ordinamento degli enti locali in Sicilia, questa è una svolta ‘storica’. Capisco bene che in politica ognuno fa la sua parte ed evidentemente c’è qualche nostalgico che tenta di denigrare questa riforma ad ogni costo parlando di ‘Babele’ o di ‘pasticcio’. Ma una cosa sono le opinioni, altra cosa sono i fatti: e finora – conclude Cracolici – l’unico fatto è che abbiamo istituito i Liberi Consorzi e le Città Metropolitane”.


















