matteo-renzi-premier-2-300x200Non è sempre detto che il giudizio dei cittadini debba necessariamente essere sempre giusto, ma è giusto che chi governa conosca il giudizio dei cittadini. Come è noto la fiducia degli italiani verso i loro governanti ha raggiunto un livello che non può non preoccupare, è altrettanto noto che molti di questi considerano Renzi la penultima “spiaggia”, l’ultima sarebbe Grillo. L’attuale presidente del consiglio deve sapere che i cittadini lo controllano a vista, conseguentemente è diventato un “sorvegliato speciale”. Sono passati i tempi dove gli elettori avevano fiducia cieca nei loro partiti, ora, anche per colpa della crisi, non si fidano più di nessuno. Renzi ha facilmente ricevuto la fiducia dai parlamentari, più difficile sarà per lui ricevere la fiducia dagli italiani. Da alcuni giorni cerco di avvicinare più persone possibili e chiedo a loro come vedono Renzi. Ciò che scaturisce da questo piccolo sondaggio, e all’insegna del motto IL SENIO MORMORA , lo riporto in questo e lo riporterò nei successivi miei articoli. Vediamo come questo manipolo di cittadini hanno giudicato i primi “tempi” di Renzi. Sul metodo poco “ortodosso” usato per arrivare al “potere”, gli italiani lo hanno già perdonato. Questi hanno preso atto che i tempi stringono, che non c’è più un minuto da perdere, che se si vuole evitare il disastro, occorre, senza guardare in faccia a nessuno, fare le indispensabili riforme , Al riguardo delle promesse fatte e non mantenute, ho notato delusioni ed arrabbiature. A loro parere Renzi doveva sapere che governare l’Italia è ben diverso dal governare una città, che per fare una legge occorre rispettare tempi e regole, perciò, in via del tutto eccezionale, hanno deciso di perdonarlo, ma hanno estratto il cartellino giallo. Sono rimasto meravigliato su un consiglio che questi vorrebbero dare a Renzi, un consiglio riguardante la interpretazione delle leggi . Come è accaduto più volte, una legge può essere ”capita” e facilmente “rispettata” in Piemonte e non in Calabria, oppure capita in Puglia e non nel Trentino. Questo è un dato di fatto che chi governa l’Italia non può non tenerne conto, prima o poi dovrà farsene carico. Con lo scopo di darne una utile indicazione, è stata opportunamente coniata una frase: Le leggi devono essere come gli abiti, devono adattarsi perfettamente alle persone per le quali sono state fatte. Ecco perciò l’importanza delle regioni, ma occorre revisionarle, molti dei loro confini sono innaturali, alcune possono unirsi, altre devono essere smembrate, le loro competenze devono essere chiarite, ma in particolare occorre dare a loro un ordinamento federalista. Non si conosce al riguardo il pensiero di Renzi, ma trattandosi di un problema serio, ben presto dovrà affrontarlo.

IL SENIO Si tratta del più piccolo fiume della Romagna, bagna il territorio fra Imola e Faenza. In antico ha avuto più nomi, in una leggende dell’epoca di Celestino 1(422- 432 ) è detto Acquaviva e successivamente si trova citato col nome Simnium nella Tabula Peutingeriana. Quando nel secondo secolo a C, i romani arrivarono in queste terre, diedero a questo fiume il nome che all’epoca aveva pure il Tevere, cioè Tiberiacun. Dagli antichi greci era invece chiamato Spino, e con tale nome chiamarono pure il fiume di Roma.


Sgubbi Giuseppe Solarolo Ravenna