TirannoRiceviamo  e pubblichiamo la seguente segnalazione firmata dal Consigliere comunale Antonio Tiranno.


Breve storiella dei nostri giorni. Si può fare il bene per farsi del bene?

Classico pomeriggio domenicale, caffè con un amico e giretto in macchina per ammazzare il tempo.

Sono le 17:20 e costui mi chiede se gli posso fare compagnia in un’incontro che stava appena per iniziare, in un affollato bar della nostra città, ove era stato invitato da un suo conoscente, ma non sapeva di cosa si sarebbe discusso.

Non ho nient’altro da fare, accetto.

All’ingresso del bar, troviamo già un gruppetto di persone tra cui un signore che conosco da tempo e che saluto calorosamente. Poi mi riferiscono che era lui l’organizzatore del misterioso incontro.

Tutte persone molto simpatiche e per bene, alcuni con famiglia al seguito.

Tra loro incontro Lillo, un caro amico.

Dopo convenevoli di rito e presentazioni tra coloro che non si conoscevano, si entra per un caffè.

A quel punto, sinceramente, mi sento un pò in imbarazzo… Conosco molti tra i presenti, ma non sono stato invitato, non so di cosa parleranno, mi sento fuori luogo e pertanto faccio presente a Lillo che forse è meglio che io vada.

Lillo che mi conosce bene, molto gentilmente, mi invita a rimanere ancora un pò, in quanto a suo giudizio, visto che l’argomento all’ordine del giorno pare fosse quello di costituire un gruppetto e/o un’associazione di amici per poi intraprendere alcune nobili e valorose iniziative a favore della nostra Città, come Consigliere Comunale, magari avrei potuto apportare un contributo.

Non sono in campagna elettorale per un seggio a Bruxelles o altro, non so neppure se mi ricandiderò tra poco più di due anni alle prossime elezioni Comunali, e chi mi conosce bene o per qualunque motivo ha avuto modo di praticarmi, saprà di certo che quando si tratta di fare qualcosa di buono per la nostra città, sia come Consigliere che come cittadino, sono sempre disponibile e pronto a metterci di tutto e di più, senza mai chiedere nulla in cambio.

Entriamo in una sala ove è già pronto un tavolo con una trentina di sedie circa e tutti prendono posto.

Una sedia rimane libera e nonostante l’invito ad accomodarmi, rivoltomi da più partecipanti ma non dall’organizzatore, rimango in piedi e poggio le braccia sullo schienale della sedia in cui siede l’amico con cui ero giunto sul posto.

L’organizzatore, seduto a capotavola, saluta i presenti e chiede che a giro ognuno di loro pronunci il proprio nome.

Io, ancora un pò imbarazzato, taccio.

In quei momenti, non so se andare o rimanere, non mi è mai successa una cosa simile…

Ma l’enorme ed onnipresente desiderio di fare qualcosa per la mia Città, di mettermi al servizio dei miei concittadini, di sposare le loro eventuali idee, inibisce gradualmente l’imbarazzo e mi fa venir voglia di rimanere.

Finite le presentazioni, l’organizzatore d’avanti a tutti (poteva anche farlo prima in disparte…) mi invita ad andarmene in quanto la mia presenza “lo blocca”, con me presente dice di non poter parlare!

Ci rimango un pò male, anche se, mal comune mezzo gaudio, non sono il solo…

Infatti, poco dopo, alcuni dei presenti mi contattano per esprimere rammarico e disappunto per quanto accaduto.

Non so esattamente di cosa alla fine abbiano parlato e non voglio saperlo, ma credo di aver capito una cosa che mi ha fatto molto riflettere e cioè quale, forse, il vero scopo dell’organizzatore, perchè io penso che in una riunione del genere, la presenza di un politico può dar fastidio solo ad un altro politico presente o ad un aspirante tale…

Se la presenza di un Consigliere Comunale da fastidio a colui che organizza qualcosa per il bene della sua Città, a tal punto da cacciarlo via quasi fosse un mostro invece di approfittarne e magari metterlo alla prova, è possibile che questo signore abbia fatto tutto ciò per un tutt’altro e non per il bene della collettività?

Si trattava forse di un’incontro politico, utile a costruirsi l’elettorato per una futura candidatura, ma mascherato da tutt’altra cosa?

Nel dubbio, cari concittadini, non ho saputo resistere dal raccontarvi questa storiella e colgo l’occasione per raccomandarvi di diffidare da coloro i quali, talvolta senz’arte ne parte, si inventano davvero di tutto per fare (sigh!) “del bene per la nostra Città”. Pare sia una specie in continuo aumento, quella dei ciarlatani e dei trascina popolo…

Chiudo con una bellissima frase di Denis Diderot: Non basta fare il bene, bisogna anche farlo bene.

Saluti, Antonio Tiranno, Consigliere Comunale di Articolo 4 – Comune di Canicattì