Credo che in nessun paese al mondo che sia seriamente e veramente democratico vengano rilasciate alla stampa dichiarazioni come quelle espresse giorni orsono dall’A.D. delle Ferrovie dello Stato il quale( poveretto) ha affermato che,in caso di una eventuale riduzione del suo stipendio attualmente percepito ed ammontante a circa 70.000 euro al mese, potrebbe anche lasciare l’Italia e cercare lavoro in Germania dove chi svolge un lavoro pari al suo viene retribuito per tre volte tanto dimostrando così una inaudita tracotanza e spudoratezza mai registrate sinora nella storia della nostra Repubblica.
A parte il fatto che lui e tanti altri che la pensano come lui farebbero bene ad andarsene in fretta tanto ci guadagnerebbero le finanze dello Stato,penso che affermazioni di tale tipo debbano essere,a voler essere buoni, considerate,oltre che inopportune,soprattutto offensive nei riguardi di tutti quei cittadini italiani che, a causa della lunga,grave e perdurante crisi economica,stentano ad arrivare alla fine del mese e di quei tanti altri che hanno perso nel corso degli anni il posto di lavoro e che,finiti gli ammortizzatori sociali,si ritrovano senza alcun sostentamento e spesso senza alcun aiuto da parte dello Stato costituzionalmente,peraltro, chiamato ad assicurare a tutti il lavoro se è vero,come è vero,che la nostra è una Repubblica fondata appunto sul lavoro.
E ciò vale anche per tutti quei imprenditori onesti che sono stati costretti a chiudere le proprie aziende e licenziare i dipendenti e che talora si sono anche suicidati non potendo più continuare la attività, il più delle volte frutto di una intera vita lavorativa propria e spesso anche dei loro familiari.
Ma d’altronde affermazioni di tale specie dovevamo aspettarcele considerato che nel nostro Paese sinora e da parecchio tempo si è fatto continuo e scellerato uso dei soldi pubblici con la logica conseguenza di aver fatto raggiungere al nostro debito pubblico un picco di tale criticità,dalla quale diventa quasi impossibile poterne uscire fuori, imputabile più che alla recente globalizzazione,ai comportamenti quanto meno scorretti se non disonesti punibili penalmente tenuti da parte di tutti coloro ,politici ed amministratori di vario tipo,che da un ventennio a questa parte hanno avuto il maneggio del denaro pubblico versato dai cittadini onesti nelle casse statali.
D’altra parte penso che il nostro sia l’unico paese al mondo dove un manager che ha spesso portato al disastro l’azienda di cui era a capo ,all’atto del suo licenziamento,si veda corrisposte favolose e milionarie liquidazioni di fine rapporto di lavoro!
In un’Italia siffatta penso,ahimè,che l’attuale Premier avrà una strada tutta in salita se vorrà realmente realizzare il suo programma che ,se pur avallato dalla Comunità Europea,dovrà fare i conti con tante lobbies che difficilmente sono disposte a perdere tutti quei privilegi che hanno acquisito nel corso di tanti anni caratterizzati da nefasti e continuati sprechi delle finanze pubbliche a tutto danno dei cittadini onesti che pagano le tasse senza avere,il più delle volte,alcuna contropartita in termini di servizi talora fatiscenti se non addirittura, specie nel Meridione,inesistenti.
Alla luce di quanto sopra,non resta che formulare al Dr.Renzi ed al suo Governo un sincero augurio che possa veramente realizzare,anche se parzialmente,le promesse fatte all’atto dell’insediamento e realmente far uscire il Paese dalla” palude”, come è solito definirlo, con la convinzione che ,se dovesse fallire, verranno tempi terribili dai risvolti quanto meno perniciosi per tutti e per lo stesso sistema democratico.
S. Curcio


















