Untitled-3A Palermo si rompe un singolare silenzio, quello che per oltre venticinque anni ha avvolto il sacrificio di un alto magistrato siciliano, Presidente della prima sezione della Corte d’Assise d’Appello di Palermo, ucciso insieme al figlio Stefano, in un agguato mafioso il 25 settembre 1988.

Il primo giorno di primavera, in una cornice formata da centinaia di alunni, insegnanti, ospiti e dai più alti vertici della Corte d’Appello, del Tribunale e della Procura della Repubblica di Palermo, si è celebrata la cerimonia di intitolazione ad Antonino e Stefano Saetta del plesso dell’Istituto Comprensivo Statale “Giotto Cipolla”, diretto dalla Dirigente Dr.ssa Rosa Cartella.


Il Comune di Palermo era rappresentato dall’Assessore alla Cultura, mentre la Regione Siciliana era rappresentata dal Presidente della Commissione Regionale Antimafia on. Ferrantelli.

Particolarmente significativa la presenza della città di Canicattì, ove era nato Antonino Saetta, rappresentata dal Sindaco rag. Vincenzo Corbo, accompagnato dal Comandante dei Vigili Urbani Dr. Peruga e da Vigili in alta uniforme che hanno esposto durante l’intera manifestazione il gonfalone della città.

I familiari di Antonino e Stefano Saetta erano presenti al completo: la moglie dr.ssa Gina Pantano, i figli Roberto e Gabriella con le rispettive famiglie, i cognati.

Numerosissime le personalità presenti: il Provveditore agli Studi di Palermo Marco Anello, rappresentanti delle Forze dell’ordine, professionisti, presidenti di diversi Consigli Comunali di Palermo e della provincia.

Dopo che la dirigente dell’Istituto, Rosa Cartella, che non ha saputo nascondere l’emozione, ha scoperto la nuova insegna della scuola con l’intitolazione ad Antonino e Stefano Saetta, donata dal Lions Club Canicattì Host, e dopo che le centinaia di bambini, in perfetto ordine e con magliette, donate dall’azienda SI Prefabbricati di Bolognetta, sulle quali era stampigliato il nuovo logo della scuola “Plesso Saetta”, hanno cantato l’inno nazionale, la manifestazione è proseguita nel grande salone della sede centrale di Via Giotto.

La professoressa Rosa Cartella ha aperto gli interventi commemorativi portando il saluto alle qualificatissime personalità presenti ed al numeroso pubblico.

Hanno avuto notevole rilievo gli interventi degli alti Magistrati, i Presidenti Oliveri e Guarnotta ed il Procuratore Messineo, i quali, coralmente, hanno manifestato il plauso della magistratura palermitana per l’eccellente iniziativa dell’intitolazione della Scuola all’illustre loro collega che una quasi congiura mediatica aveva relegato nell’oblio. In particolare il Dr. Francesco Messineo ha detto “Oggi aggiungiamo un tassello al ricordo di chi é stato ucciso dalla mafia, purtroppo anche in questo campo non c’é uguaglianza, poiché la storia ci ha insegnato che ci sono vittime di serie A e serie B”, come riferisce l’Agenzia ANSA del 21 marzo 2014. I Magistrati intervenuti hanno tracciato il profilo professionale del dr. Antonino Saetta ricordando gli importantissimi processi che egli ebbe a presiedere durante la sua carriera. Tutti hanno sottolineato il carattere riservato, il profondo equilibrio, il rigore morale, il senso del dovere che hanno scandito la sua intera vita professionale e privata. Egli è stato il primo, e forse l’unico, magistrato “giudicante” ucciso dalla violenza mafiosa.

Gli interventi degli alti magistrati presenti, forse anche per l’evidente aspetto emotivo, hanno dato alla manifestazione, oltre alla prevista ufficialità, un inaspettato profilo umano anche per questo squarcio del silenzio che per oltre 25 anni aveva avvolto un gravissimo atto di terrorismo mafioso.

E’ stato accolto e rilanciato l’invito che poco prima aveva rivolto ai giovani l’assessore del Comune di Palermo, dr.ssa Evola, perché ognuno, nel proprio ambiente, contribuisca a lottare la mafia col rispetto, il semplice rispetto delle leggi.

Il profilo umano di Stefano Saetta, figlio del magistrato, è stato tracciato dalla professoressa Gabriella Portalone, docente universitaria, la quale ha messo in evidenza, tra l’altro, il particolare e bellissimo rapporto tra padre e figlio, accomunati dalla quotidiana condivisione di una vita vissuta sempre e costantemente insieme, così come da una atroce morte vissuta anch’essa mano nella mano.

Brevi e significative le parole del presidente della commissione regionale antimafia, on. Ferrantelli, indirizzate ai giovani con l’esortazione al rispetto dei fondamentali principi di legalità.

Ha, quindi, preso la parola il Sindaco di Canicattì per portare il plauso ed il ringraziamento della città per l’eccellente iniziativa di Rosa Cartella, cittadina canicattinese, nell’aver voluto che un figlio illustre della città fosse ricordato a Palermo anche attraverso l’intitolazione del plesso scolastico e, quindi, proprio nella scuola quale fucina di cultura e di rispetto dei principi di legalità.

A nome dei familiari di Antonino e Stefano Saetta, è intervenuto l’Avv. Roberto Saetta, figlio del magistrato.

Il primo giorno della primavera del 2014 è stato un giorno importante per la città di Canicattì, per la Magistratura e per la società perché è stata offerta l’opportunità di far rivivere nel ricordo di tutti un eroe della lotta al terrorismo mafioso strappandone la memoria ad un ingeneroso oblio mediatico.